BARLETTA, 04 OTTOBRE – Sono partite le indagini, e gli interrogatori, da parte della Procura della Repubblica di Trani, per il crollo di ieri della palazzina al centro di Barletta che ha provocato la morte di cinque donne, tra cui una ragazzina. Per il momento non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati, ma sono al vaglio le numerose testimonianze circa le richieste di verifiche statiche richieste dagli abitanti al Comune di Barletta.

A mezzogiorno di ieri, infatti, la palazzina si è sbriciolata su se stessa come se fosse un biscotto, intrappolando dieci persone cinque delle quali non sono uscite vive dalle macerie. Le vittime sono tutte donne: quattro erano le operaie dell’opificio che si trovava sotto il palazzo, una è una ragazzina di 14 anni, la prima ad essere estratta dalle macerie, figlia dei titolari dell’opificio che si trovava lì per puro caso, poiché era andata ad avvisare i genitori, che erano fuori, dell’uscita anticipata da scuola.

Due sono le inchieste avviate dalla Procura della Repubblica di Trani: una per disastro colposo, l’altra per omicidio plurimo colposo a carico, per il momento, di ignoti.

In queste ore sono ascoltate dagli investigatori gli abitanti dello stabile che al momento della tragedia, per loro fortuna, si trovavano fuori casa. Al vaglio degli inquirenti, inoltre, sono le numerose denunce sui rischi di staticità dell’edificio in seguito ai lavori di demolizione di un rudere attiguo, in corso da tempo, per far posto ad un nuovo stabile. Anche su questa demolizione la procura sta indagando, attraverso il sequestro di tutta la documentazione relativa alle autorizzazioni rilasciate per la demolizione stessa e la costruzione di un nuovo edificio. Nei primi interrogatori e ricerche è emerso che al Comune di Barletta era stato chiesto di predisporre delle verifiche sul campo: “Lo posso confermare. Non è una voce di popolo, ma un dato documentato”, ha detto, all’Ansa, il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo.

Nel frattempo, la Guardia di Finanza, sta indagando sull’opificio posto nei sotteranei del palazzo, per verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e dalla regolarità delle assunzioni.

Le salme delle cinque vittime saranno sottoposte ad autopsia e sono state trasportate all’istituto di medicina Legale del Policlinico di Bari. Sul luogo della tragedia è giunto oggi, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola che ha annunciato una seduta straordinaria della giunta regione per decidere un “contributo concreto” alle famiglie delle vittime.

Federica Palmisano