BARLETTA, 04 OTTOBRE –  A mezzogiorno di ieri, un palazzo si sbriciola su se stesso al centro della cittadina pugliese di Barletta. Ventiquattro ore il disastro, il bilancio delle vittime sale a cinque, tutte donne, tra cui una quattordicenne figlia dei titolari dell’opificio che si trovava nello scantinato della palazzina.

Non una tragedia, ma un vero e proprio assassinio, urlano le voci dei parenti delle vittime accorse sul luogo del crollo: erano giorni che gli abitanti della palazzina sentivano scricchiolii sinistri e non usuali. Avevano chiesto anche l’intervento dell’ufficio tecnico del Comune di Barletta che avevano riscontrato un’inagibilità del palazzo, per via di una serie di crepe che si erano aperte nella struttura, in seguito all’abbattimento, nei precedenti giorni, di un palazzo vicino. Ma con la lentezza della burocrazia italiana, questo certificato non è mai arrivato e il palazzo non ha retto.

A mezzogiorno in punto si è ripiegato su se stesso intrappolando dieci persone. La prima ad essere estratta, senza vita, è la vittima più piccola, Maria Cinquepalmi, 14 anni, figlia dei titolari dell’opificio che si trovava nello scantinato, che aveva raggiunto il palazzo per avvisare i suoi genitori, che in quel momento erano fuori, dell’uscita anticipata da scuola. Le altre quattro vittime sono tutte donne e operaie dell’opificio: le ultime due donne sono state estratte ancora vive intorno alle 22:15 ma giunte in ospedale non ce l’hanno fatto. Sei sono, invece, i feriti, tra cui una donna al quinto mese di gravidanza, che stanno bene  e sono tutti ricoverati nel reparto di Ortopedia dell’ospedale Dimicoli di Barletta.

“Non parlate di tragedia, questo è un assassinio”, urlavano, in piazza, le voci dei parenti delle vittime rimaste intrappolate sotto le macerie. “Anzi  –  racconta il figlio di una delle residenti, tra le prime a essere estratte vive  –  proprio questa mattina è arrivato uno dei dirigenti dell’ufficio tecnico per dirci che era tutto in ordine”.

Duro è stato anche l’intervento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, tramite una nota inviato al sindaco di Barletta, Nicola Maffei, ha dichiarato: “L’inaccettabile ripetersi di terribili sciagure, laddove si vive e si lavora, impone l’accertamento rigoroso delle responsabilità, e soprattutto l’impegno a tenere alta la guardia sulle condizioni di sicurezza delle case e dei luoghi di lavoro con una costante azione di prevenzione e vigilanza”.

Sulla sciagura è partita un’inchiesta della magistratura ipotizzando reati di disastro e omicidio colposo.

Federica Palmisano