PERUGIA, 4 OTTOBRE – Quanti casi simili all’omicidio di Meredith sono avvenuti negli ultimi quattro anni in questi stessi stati? Sicuramente diversi, eppure l’attenzione mediatica è tutta rivolta al caso Kercher e ai suoi sviluppi nel tempo.

Esistono elementi oggettivi e ricorrenti che costruiscono l’info-intrattenimento globale e questo caso è paradigmatico: la nazionalità della presunta colpevole, la gioventù, il contesto del crimine a carattere sessuale, l’avvenenza unita ad altri dettagli riportati morbosamente, la centralità dei media statunitensi nel sistema mediatico globale, tutto è studiato e non ci sorprende.

Non è un caso che sopratutto i media britannici denuncino l’oscuramento della figura della vittima e l’esaltazione della figura della presunta colpevole Amanda Knox che oscura totalmente il suo ex-ragazzo italiano, coimputato, Raffaele Sollecito, benestante e belloccio ma, ahilui, terrone per la stampa italiana e meno interessante per quella mondiale.

Tutte le luci puntate su Amanda vuol dire la trasformazione di un delitto in un serial televisivo collocato in un paese giudiziariamente arretrato (per gli statunitensi) come l’Italia sul quale viene costruita una narrazione superficiale, già vista in diecimila telefilm da Fox Retrò a Fox Crime, nei quali Foxy Knoxy è assoluta protagonista nella quale immedesimarsi. Non meno importante è il caso politico che si accende dopo una sentenza del genere, oggi infatti tutti i riflettori sono puntati su Perugia, ma soprattutto sulla legislatura italiana, perché giusta o sbagliata che sia questa sentenza, l’unica cosa certa è che continuerà a far parlare ancora di se.

Alessandra Scarciglia