PERUGIA, 4 OTTOBRE – Non hanno ucciso loro Meredith Kercher. Dopo 1400 giorni di carcere, Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono liberi. Il giudizio della corte d’Assise d’appello del tribunale di Perugia, ribalta la precedente condanna a 25 e 26 anni in primo grado.

Meredith Kercher era stata uccisa a Perugia la notte del primo novembre 2007. La studentessa, giunta nel nostro Paese in Italia per il Progetto Erasmus aveva solo 22 anni. Nel clamore dei mass media, poco resta del suo ricordo. “Mia sorella è stata quasi dimenticata”, ha detto la sorella della ragazza inglese.

Ma ieri non è staro solo il giorno della sentenza, questo non è solo il caso di Mez, Amanda, Raffaele o Perugia, perché oggi c’erano media di tutto il mondo, giornalisti accampati ovunque: nella notte operatori hanno dormito a terra in piazza Matteotti per essere tra i primi a poter catturare immagini. Nelle ultime ore, si erano aggiunte alle altre, troupe tedesche, francesi, persino asiatiche.

L’aria che si respira in città è infatti di curiosità intorno a quel «circo mediatico» allestito in piazza Matteotti. Ma cosa ha inciso sulla rappresentazione mediatica dell’omicidio di Meredith Kercher? E come i  mezzi di informazione hanno suggestionato l’opinione pubblica di tre diverse nazioni? Curiosità o poca deontologia da parte dei giornalisti?

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Si è discusso a lungo sulla maniera in cui i  professionisti dell’informazioni avrebbero dovuto curare un caso così delicato, che tirava in ballo, oltre ai riflettori, importanti questioni politiche. In ogni modo, sin da subito, le foto di Amanda e Raffaele abbracciati davanti alla casa di via della Pergola finirono subito su giornali e nei servizi delle tv. Come quelle degli esperti della polizia scientifica nelle loro tute bianche impegnati nei sopralluoghi.  La prima pagina per questo caso non è solo dei periodici italiani o britannici,

La storia del femminicidio di Perugia dove una ragazza statunitense dal bel viso, Amanda Knox, è accusata di aver ucciso la propria compagna di appartamento, l’inglese Meredith Kercher, è in prima pagina perfino sul quotidiano La Repubblica di Lima, nel remotissimo Perù, nel Taiwan News, nell’australiano Sidney Mornin Herald e in migliaia di altri media, dalla Turchia al Sud Africa. Un’attenzione comunque oltre ogni logica per un caso di cronaca ambientato in una provincia italiana.

Alessandra Scarciglia