PERUGIA, 3 OTTOBRE “Siamo esterrefatte dal tam tam mediatico per l’assoluzione dei due imputati. Chiediamo un totale silenzio stampa per il rispetto della Corte e della loro decisione”. E’ così che Arline e Stephanie Kercher, madre e sorella di Meredith sfogano la loro rabbia di fronte alla presunta campagna per l’assoluzione che avrebbe campeggiato sui media.

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Inevitabile che i media abbiano parlato così tanto di un processo che ha interessato moltissimo non solo gli italiani, ma anche gli americani e gli inglesi. Sono più di quattrocento i giornalisti arrivati da tutto il mondo per assistere all’ultima udienza di oggi. E forse era anche normale che si aprisse una crepa nel giudizio dei commentatori (che, secondo la difesa, invece, avevano “crocifisso Amanda”), considerato il colpo di scena di questo processo d’appello: i periti nominati dalla Corte hanno demolito le prove scientifiche sul coltello e sul gancetto del reggiseno.

Ma per la Procura, che ha ribadito l’ergastolo per i due imputati, “sono stati i periti ad essere inadeguati” e comunque la presunta svolta non basterebbe a far crollare il gigantesco quadro indiziario contro di loro.

Nella giornata di oggi dopo aver ascoltato le parole dei due imputati – Amanda: “Sto pagando con la mia vita per cose che non ho commesso”, Raffaele: “Ho un desiderio di giustizia” –  la Corte si è ritirata in camera di consiglio per decidere. “La sentenza – ha detto il giudice Hellmann – non arriverà prima delle 20”. Ma prima di congedarsi, la Corte ha invitato  tutti ad accettare il verdetto con rispetto, senza tifo: “Non è una partita di calcio, ma un processo per la morte di una bellissima ragazza, in cui ora sono il gioco le vite di altri due ragazzi”.

Noemi La Barbera

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