BOLOGNA, 3 OTTOBRE – Nessuno poteva attendersi dopo cinque giornate un Bologna così in difficoltà. Un punto in cinque partite, ottenuto tra l’altro dopo una partita molto sofferta a Torino e contro una Juve in dieci per più di un tempo, è troppo poco. Soprattutto perché gli arrivi di giocatori del calibro di Gillet, Diamanti, Konè ed Acquafresca, e la conferma di Gaston Ramirez, a lungo inseguito da Fiorentina e Udinese ma poi rimasto a Bologna, facevano presagire tutt’altro.

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Già le parole del tecnico ieri sembravano aprire le porte ad un possibile esonero, quando ammetteva un passo indietro dei suoi dal punto di vista del gioco, e alla precisa richiesta su un suo possibile esonero rispondeva “io sono tranquillo, ho la coscienza a posto. Nel calcio tutto è possbile comunque”. Parole di circostanza, ma che lasciavano trasparire una certa delusione e la quasi certezza di non proseguire la sua avventura a Bologna. Del resto i numeri sono impietosi. Cinque partite, un solo punto raccolto, due gol fatti, dieci gol subiti. Poco, troppo poco, anche solo per sperare nella salvezza.

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Le parole del presidente rossoblù Albano Guaraldi hanno poi reso la situazione ancora più chiara: “Mi prendo una notte per pensare, la situazione è sotto gli occhi di tutti”. E stamattina il presidente ha rincarato la dose, facendo capire che sta già pensando al dopo-Bisoli: “Stiamo lavorando e decideremo cosa fare. Ballardini? È un ottimo allenatore, ma questo non vuol dire che lo prenderemo per forza. Se ho pensato anche a Delio Rossi? In questo momento non sto pensando proprio a niente. Ci prenderemo un po’ di tempo per decidere”.

Salvo clamorosi ribaltoni, l’era Bisoli al Bologna è già giunta al termine, e in serata potrebbe arrivare l’ufficialità dell’esonero. Ballardini in pole position per la sua successione, ma non sono da escludere le piste che portano a De Canio e Marino.

Pier Paolo Mottola