MILANO, 18 SETTEMBRE – Piovono fischi su Gasperini e cori che inneggiano al ritorno di Mourinho a San Siro. Il pareggio dopo tre sconfitte non ha risolto i problemi dell’Inter, forse neppure quelli della Roma, ma tra le due panchine pericolanti, l’immagine di Luis Enrique esce da San Siro più rafforzata di quella dell’interista.

La difesa a quattro o a tre, come Gasperini è tornato ad applicare dopo l’abiura in Coppa, è un dettaglio insignificante rispetto al gioco modesto e poco evoluto dei nerazzurri, cui non sono bastati gli ultimi 10′, e il fortunoso salvataggio di Kjaer su tiro di Sneijder, a conquistare la fiducia dei tifosi. Gasp se la va anche un po’ a cercare. Sullo 0-0 togliere Forlan per mettere Muntari sa quasi di provocazione e la disapprovazione corale dello stadio lo ha testimoniato. L’Inter rimane una nave in balia degli umori, il rischio esonero resta mentre i giallorossi stimolano la curiosità.

Nel fraseggio impreciso dei nerazzurri si coglieva l’instabilità del momento, la fragilità delle idee e la poca convinzione nell’attuarle. Il caso di Sneijder è didascalico. Morderebbe le gambe della panchina pur di far cadere Gasperini: gioca meglio degli altri perchè ha più classe di tutti però viaggia a lampi. A volte passeggia, il tiro non gli riesce più pericoloso. Al 22′ della ripresa ha sparato la palla al centro della porta, dove c’era Lobont, e al 41′ gli è capitata la più grande delle occasioni: da 10 metri ha tirato ancora centralmente, questa volta era Kjaer a respingere sulla linea. C’è sfortuna ma ai bei tempi l’olandese una palla del genere l’avrebbe piazzata imparabilmente.

Nicola Celentano