MILANO, 23 MAG. – Il gigantesco vulcano islandese Grímsvötn, a distanza di un anno dall’eruzione del fratello minore Eyjafjallajökull, sabato 14 maggio, ha iniziato la sua attività vulcanica ferma dal 2004. I due vulcani sono legati tra loro da un fatto storicamente noto che nell’arco dell’anno successivo all’eruzione di Eyjafjallajökull erutti anche Grímsvötn. Conseguenza di tale eruzione l’enorme massa di ceneri proiettata verso l’atmofera che crea non pochi disagi al traffico aereo. Attulamente il pennacchio di cenere ha raggiunto un’altezza superiore ai 12 km intorno all’Islanda. Naviair, l’agenzia danese per il controllo del traffico aereo, ha reso noto che oggi, fino alle 14, rimarrà chiusa una piccola parte dello spazio aereo della Groenlandia.

Le compagnie aeree temono che si possa ripetere il blocco aereo del 2010 provocato dall’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull, che, oltre a mietere timori di avarie e disastri aerei, generò un calo finanziario notevole. Una crisi, quella del 2010, costata l’annullamento di oltre 100 mila voli.

Comunque, Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza del traffico aereo, ha tenuto a precisare che: “Nessun impatto significativo è previsto per oggi sui voli. Tuttavia, a seconda dell’attività del vulcano e delle condizioni meteorologiche, c’è il rischio che qualche nube di cenere possa raggiungere le parti dell’Europa settentrionale nelle prossime 48 ore”.

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Giovanna Francesca Murtas