DAMASCO, 7 MAGGIO – La nuova sfida al “regime democratico” di Assad si è chiusa nell’ennesima mattanza. Dopo il consueto venerdì di preghiera, la protesta ha affollato le piazze e il bilancio degli scontri è di almeno 26 morti. Il numero maggiore di vittime si è registrato in due città a nord di Damasco, Hama e Homs. In quest’ultima, però, i militari dell’esercito si sarebbero rifiutati d sparare contro la folla e si sarebbero scontrati contro le forze lealiste del presidente al-Assad.

Ieri è anche stato il giorno delle prime sanzioni approvate dall’Unione Europea: si tratta del blocco di beni e degli ingressi in Europa nei confronti di 14 personalità molto vicine a Bashar Al Assad, ma non contro il presidente.

Le pressioni sul regime al momento non avrebbero avuto conseguenze: secondo alcuni testimoni, i tank non avrebbero lasciato la città di Deraa, roccaforte dell’insurrezione popolare, ma la città rimarrebbe assediata.

Redazione