BERGAMO, 16 APRILE – I sospetti su Enrico Tironi, l’arresto momentaneo dell’operaio tunisino Mohamed Fikri, l’ipotesi setta satanica e tanto altro ancora.

Tra le centinaia di persone sulle quali si sono concentrate le indagini sul misterioso omicidio di Yara Gambirasio, spunta anche quella di un elettricista polacco di 37 anni che per qualche mese ha lavorato nel cantiere di Mapello (Bergamo).

L’operaio ha lasciato il cantiere dei sospetti il giorno dopo la scomparsa di Yara, il 27 novembre, a causa dei tagli apportati dall’azienda, e da allora di lui si sono perse le tracce. Il 37enne, secondo quanto avrebbe riferito ad alcuni colleghi, sarebbe rientrato subito nel suo Paese.

Negli angoscianti giorni successivi alla scomparsa della piccola Yara, gli investigatori della procura di Bergamo hanno tentato vanamente di contattarlo, per ascoltarlo, così come hanno fatto con gli altri lavoratori del cantiere, in qualità di persona informata sui fatti. Dopo l’analisi dei tabulati telefonici e le testimonianze raccolte, non c’è alcun elemento che possa far ipotizzare al fatto che l’elettricista polacco abbia avuto un ruolo chiave nella vicenda.

Redazione