BOLOGNA, 14 APRILE – Sulla scia della crisi economica che ha sconvolto moltissimi negli ultimi due anni, secondo l’Osservatorio Gi Group ci sarebbero, almeno per alcuni settori, segnali di ripresa.

Il grande balzo in avanti nel numero di offerte di lavoro sarebbe relativo alle aziende che operano nella green economy, specialmente come conseguenza della drammatica situazione energetica nostrana: le opportunità di lavoro per i soggetti specializzati sarebbero aumentate del 25%.

I settori dell’automotive e manifatturiero sarebbero in crescita del 15% e 20%, con conseguenti spazi per rispondere positivamente alle domande di lavoro dei giovani e dei neolaureati, in particolare con speciali competenze tecniche. Lo stesso target di giovani sotto i 25 anni altamente specializzati sarebbe quello a cui fanno riferimento le offerte di lavoro del settore ristorazione.

Secondo i dati, le aspettative per il settore alberghiero, forte in Emilia-Romagna, parlerebbero di un incremento del personale del 20% rispetto alla stagione del turismo 2010. La moda cercherebbe profili che parlano lingue diverse mantenendo le possibilità di offerta di lavoro equivalenti alle quelle registrate precedentemente, così come i call center, il settore farmaceutico e quello delle assicurazioni.

La crisi avrebbe invece fermato i progetti delle aziende nell’ambito delle IT, causando incertezza nel futuro di coloro che operano nel settore ICT. Più grave sarebbe la situazione per coloro che cercano lavoro nella Sanità e nella Pubblica Amministrazione, con possibilità diminuite del 10%, in cui ha giocato un ruolo fondamentale il taglio del 50% di spesa per il personale.

Nel contesto descritto, che rileva dati a livello nazionale, numerose sono le proposte per la ricerca di lavoro offerte a Bologna e nel resto della regione, che può contare, oltre ai Centri per l’Impiego, anche sul supporto delle Province, dei Comuni, di Informagiovani. Tutti i servizi si concentrano non solo sull’occupazione ma anche sulla tutela degli elementi “deboli”, profili con bassa scolarità, donne con necessità di part time e stranieri. Accanto a queste risorse capaci forse di far fronte alla situazione specifica locale, si fa sempre più importante il ruolo dei siti specializzati nella ricerca lavoro, ormai quasi un centinaio, con moltissimi click al giorno.

Chiara Ripamonti