TRIPOLI, 22 FEBBRAIO – “L’aeroporto di Tripoli è un campo profughi, senza acqua né cibo. Migliaia di persone sono in attesa di partire”. E’ una delle testimonianze dei 180 connazionali rientrati dalla Libia. Alitalia ha predisposto altre partenze speciali per Roma e Milano, con aerei di capacità superiore a quelli solitamente impiegati. Gli italiani resi- denti in Libia sono circa 1.500.

Il ministro della Difesa, La Russa, ha messo a disposizione della Farnesina 4 o 5 C-130 per snellire i rimpatri. La pista dello scalo di Bengasi è però distrutta. Mobilitato anche il cacciatorpediniere Mimbelli, con 400 uomini.

RIUNITO CONSIGLIO SICUREZZA – Il Consiglio di sicurezza Onu,convocato su richiesta della delegazione libica, che ha sconfessato Gheddafi, tornerà a riunirsi in serata. Sul tavolo, la proposta di una zona di interdizione al volo L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha chiesto una “inchiesta internazionale indipendente sulle violenze in Libia”.

L’Alto commissario Onu per i rifugiati ha rivolto un appello all’Europa, e in particolare all’Italia, affinché non respinga i libici in fuga. Anche la Lega araba tiene un vertice sulla crisi libica.

Redazione

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