BOLOGNA, 14 DICEMBRE – Un delitto assurdo consumatosi lungo il greto del fiume che lambisce Casal Baroncolo. Una famiglia dilaniata dal dolore e da un destino beffardo, un orco e due complici che hanno spezzato la vita ad un bambino indifeso senza un apparente motivo.

Mamma Paola chiede perché hanno ucciso Tommy, il silenzio degli assassini la uccide per l’ennesima volta.

Confermata dalla Cassazione la condanna all’ergastolo nei confronti di Mario Alessi, l’operaio pregiudicato accusato dell’omicidio e del rapimento del piccolo Tommy Onofri, avvenuto la sera del 2 marzo 2006 a Casal Baroncolo (Parma).

La Cassazione ha inoltre annullato con rinvio, ad altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, la condanna a 30 anni di reclusione per la sua convivente e complice Antonella Conserva. Per lei ci sarà dunque un nuovo processo per definire quali siano la sua responsabilità nella tragica vicenda. Nella sua requisitoria il sostituto procuratore generale della Cassazione Giuseppe Galati aveva chiesto la conferma delle condanne emesse dalla Corte di Assise di Appello di Bologna il 4 novembre del 2009.

L’altro complice della coppia, Salvatore Raimondi, è stato condannato questa estate in via definitiva, con rito abbreviato, a 20 anni di reclusione.

L’avvocato dei familiari di Tommy – il cui cadavere fu scoperto il 2 aprile 2006 quando Alessi portò gli investigatori sul luogo della sepoltura – Donata Capelluti, aveva chiesto la conferma del verdetto d’appello. Il papà del piccolo Tommy in seguito a un malore è, ormai da tempo, in coma neurovegetativo. La moglie Paola Pellinghelli non ha potuto assistere all’udienza in Cassazione in quanto impegnata ad assistere suo padre gravemente malato. Anche Sebastiano, il fratello maggiore del piccolo Tommaso, si è costituito in giudizio come parte civile, insieme al nonno Carlo Alberto.

Redazione