FOGGIA, 29 NOV. – Morti carbonizzati in località ‘Posta del Telegrafo’, a pochi passi dal centro abitato di Peschici.

Questo l’amaro destino di due fratelli, Giovanni e Martino Piscopo, 51 e 45 anni, di Vieste, in provincia di Foggia, scomparsi dal 18 novembre e  ritrovati privi di vita ieri mattina, all’interno di un’Alfa 156 station wagon, rubata in provincia di Potenza.

Le due portiere erano chiuse. L’auto era crivellata di colpi.

Una vera e propria esecuzione in stile mafioso. Un auto crivellata di colpi con le portiere chiuse, al suo interno i cadaveri delle vittime con evidenti segni di colpi d’arma da fuoco, fucile e pistola.

I due fratelli, imprenditori turistici, la mattina del 18 si stavano recando per la raccolta delle olive in un fondo di proprietà in località ‘Piano Piccolo’ a circa 7 chilometri dalla loro cittadina, al confine con il territorio di Peschici. Viaggiavano a bordo di un furgone Piaggio Porter. Da allora nessuno ha avuto più loro notizie.

A dare l’allarme era stato un terzo fratello, Giuseppe, più piccolo, che giunto nell’uliveto di Piano Piccolo a bordo di un trattore, li aveva aspettati a lungo fino all’ora di pranzo quando era tornato indietro e aveva scoperto il furgone abbandonato sul ciglio della strada con le portiere chiuse ma non a chiave, un finestrino leggermente abbassato, le chiavi assenti e un fanalino della parte anteriore sinistra del mezzo rotto.

I fratelli Piscopo erano partiti da località ‘Sfinalicchio’ dove, insieme agli altri fratelli, possiedono e gestiscono un villaggio turistico che comprede bungalow, piattaforme per roulottes e anche un lido marino.

Redazione