BERGAMO, 29 NOV. Yara Gambirasio è scomparsa nel nulla il 27 novembre alle ore 18.30. La 13enne, residente a Brembate, piccolo paesino del bergamasco, frequenta la terza media in un istituto di suore a Bergamo, a scuola non ha mai avuto problemi e nello sport è considerata una promessa della ginnastica ritmica italiana.

Nessun problema esistenziale nella sua normale vita da adolescente lascia presagire ad una fuga. Se si trattasse davvero di sequestro di persona – un testimone dice di averla vista in compagnia di due uomini nei pressi della sua abitazione – gli inquirenti tendono ad escludere un eventuale estorsione; il padre Fulvio è geometra e lavora in un’azienda della zona, mentre la mamma Maura è maestra in un asilo nido di Bergamo. Una famiglia media con risorse economiche più che borghesi.

Gli investigatori hanno ascoltato nelle ultime ore familiari, amici e conoscenti della 13enne – in tutto un centinaio di persone – ma al momento non sono emersi elementi in grado di indirizzare le ricerche lungo una direzione ben precisa. La fotografia della ragazzina è stata diramata a tutte le forze dell’ordine in Italia, sono nati gruppi su facebook, ma le ricerche si concentrano al momento nell’hinterland bergamasco. La traccia del suo telefono cellulare si perde infatti alle 18.50 di venerdì, quando la ragazza – secondo i riscontri tecnici degli inquirenti – era ancora nei pressi di Brembate Sopra.

Gli ultimi sms Yara li ha inviati con il suo cellulare ad alcune amiche, per dare loro appuntamento ad oggi al palazzetto dello sport, dov’era in programma una importante manifestazione, che è stata annullata. Poi il silenzio completo, il telefono risulta spento da quel momento.

Un giovane di 19 anni interrogato dagli inquirenti sostiene di averla vista verso le 18.45 a poche decine di metri dalla sua abitazione insieme a due uomini, vicino a una Citroen rossa con le quattro frecce in funzione. I carabinieri però sospettano che si sia inventato tutto: rischia una denuncia.

Le ultime persone ad avere visto Yara sono state proprio le sue istruttrici di ginnastica ritmica, poi la ragazzina è scomparsa nei 300 metri di strada che separa la palestra dall’abitazione di via Rampinelli, dove la tredicenne vive insieme ai genitori e ad altri tre fratelli.

Al momento della scomparsa, Yara indossava un paio di fuseaux e un giubbino di colore nero. Pare che con sè non avesse altro, segno – secondo gli investigatori – che non aveva intenzione di allontanarsi da casa per tanto tempo.

Su Facebook è nato un gruppo per trovare la ragazza, al quale hanno già aderito oltre 1.500 persone. Un altro gruppo, che conta invece poche persone, è stato isolato dagli utenti del web per via di battute di pessimo gusto.

Redazione Centrale