BOLOGNA, 29 NOV. – Innumerevoli le rivelazioni ‘pericolose’ fornite dai diplomatici Usa sugli uomini più potenti del mondo.

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è ”elegante e affascinante”, ma non mantiene mai le proprie promesse.

Il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong-il, è “un vecchio tizio flaccido che ha sofferto di traumi fisici e psicologici in seguito al suo ictus”.

Il presidente dello Yemen, base di Al Qaeda nella penisola araba, Ali Abdullah Saleh “è stato sprezzante, annoiato e impaziente”

Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, è definito “il vecchio pazzo” da Maite Nkoana-Mashabane, ministro sudafricano per la cooperazione internazionale.

In un colloquio con il sottosegretario di Stato americano Philp Gordon, Jean-David Lévitte, consigliere diplomatico del presidente francese Sarkozy, definì l’Iran uno “Stato fascista”.

Vladimir Putin viene definito come “alpha dog”, ovvero il maschio dominante. Il rapporto tra il primo ministro Vladimir Putin e il presidente russo Dmitri Medvedev: ” Medvedev fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin”. Il presidente russo è uno dei leader mondiali che vengono maggiormente etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington

Il presidente del Consiglio italiano è un leader “fisicamente e politicamente debole” le cui “frequenti lunghe nottate e l’inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza”. Questo il giudizio dell’incaricata d’affari americana a Roma Elisabeth Dibble in un documento inviato a Washington e reso noto da Wikileaks. Poi prosegue:  “Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno”.

Il presidente afghano Hamid Karzai è “ispirato dalla paranoia”.

Il fratellastro del presidente afgano, “dobbiamo avere a che fare in quanto numero uno del Provincial Council ma è sottointeso che è uno corrotto e un trafficante di stupefacenti. Sembra non capire il livello di conoscenza che abbiamo delle sue attività. Dobbiamo monitoralo attentamente e in modo chiaro, inviandogli un messaggio chiaro”.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel “evita i rischi ed è raramente creativa”.

M.R.