TARANTO, 27 NOV. – Venti di guerra in casa Misseri. Zio Michele rischia una sorta di “congiura” dopo l’ultima versione rilasciata nel corso dell’incidente probatorio del 15 novembre.

Il contadino di Avetrana in un primo momento ha tentato di coprire la figlia Sabrina assumendosi tutte le responsabilità sul delitto Scazzi, poi divorato dai sensi di colpa ha riflettuto cambiando radicalmente versione sull’omicidio del 26 agosto.

«Quando ha preso questa decisione di accusare sua figlia Sabrina dell’omicidio? Perché ha maturato questa cosa in carcere? Che cosa è cambiato?», ha chiesto il pm Mariano Buccoliero a Michele Misseri durante l’incidente probatorio. «Perché dovevo fare tanti anni se una cosa io non l’ho fatta?» ha risposto l’agricoltore, detenuto nel carcere di Taranto dal 7 ottobre scorso per l’omicidio della nipote Sarah Scazzi.

Misseri comunque ha escluso che la moglie Cosima Serrano potesse essere a conoscenza dei fatti. Dopo l’arresto, chiede il gip Martino Rosati, «ha mai avuto preoccupazione per i suoi familiari?». «Eh, preoccupazione – dichiara Misseri – che ho detto mia moglie sicuramente farà il divorzio ed i miei figli non mi potranno vedere mai per tutta la vita».

Redazione Centrale