TARANTO, 24 NOV. – «Le due ragazze stavano giocando nel garage con una cintura». Un gioco pericoloso con una cintura da jeans che avrebbe provocato, pochi minuti dopo, il decesso della piccola Sarah.I segni sul collo di Sarah, una circonferenza completa secondo gli esami necroscopici, testimoniano una morte rapida per strangolamento. Le tracce, tuttavia, potrebbero indicare anche la corda con la quale Michele Misseri ha imbragato il cadavere per calarlo nel pozzo-cisterna di Contrada Mosca.

Restano ancora mille dubbi sulla dinamica dell’omicidio, sulla scena del crimine, sul ruolo di Cosima, Sabrina e Michele Misseri e, soprattutto, di un terzo personaggio misterioso che avrebbe abbandonato di corsa il garage di via Grazia Deledda pochi minuti dopo l’omicidio della 15enne di Avetrana.

Sarebbe questa una delle nuove ipotesi sulla scena del crimine al vaglio degli inquirenti, un filone d’indagine nuovo che potrebbe rivoluzionare il giallo sul delitto di Avetrana

L’ALIBI DI SABRINA | E’ falso l’alibi di Sabrina secondo i giudici del tribunale del Riesame di Taranto. Falso in almeno due parti: quella riguardante l’arco di tempo, dalle 14.28 alle 14.35, nel quale sarebbe stato commesso l’omicidio di Sarah Scazzi, e la fase successiva, tra le 16 e le 17, durante la quale erano in corso le ricerche della quindicenne. Nel primo caso, a smentire Sabrina ci sarebbero i tabulati telefonici.

Redazione Centrale