TARANTO, 23 NOV. – Nuove indiscrezioni continuano a trapelare dall’ordinanza con la quale il Tribunale del riesame ha rigettato il ricorso presentato dai legali di Sabrina Misseri.

L’alibi di Sabrina Misseri è falso in almeno due parti, quella temporale che racchiude le fasi dell’omicidio di Sarah Scazzi nel garage di via Grazia Deledda e quella successiva tra le 16 e le 17 dello stesso giorno, durante la quale è stato presumibilmente occultato il cadavere nel pozzo cisterna di “Contrada Mosca”.

Lo scrivono i giudici del Tribunale del riesame nelle motivazioni dell’ordinanza con la quale hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa, che aveva chiesto la scarcerazione della ragazza o, in alternativa, gli arresti domiciliari. Il Tribunale definisce il comportamento di Sabrina una «maliziosa preordinazione difensiva», mutuando una espressione contenuta nella memoria depositata dalla Procura.

Secondo i giudici, non combacerebbe con i tabulati e gli incroci telefonici la versione data da Sabrina su cosa abbia fatto tra le 14.28 e le 14.35 del maledetto 26 agosto, l’intervallo temporale nel quale Sarah Scazzi sarebbe stata strangolata e uccisa. Inoltre la sua versione sulle ricerche di Sarah fatte tra le 16 e le 17 del 26 agosto sarebbero sbugiardate da diverse testimonianze e non coinciderebbero neppure con la deposizione rilasciata dalla madre Cosima.

Redazione