CROTONE, 18 OTT. – Uccisa e divorata in una vasca di acido per aver collaborato attivamente con le forze dell’ordine, per aver smascherato dal 2002 ad oggi gli affari delle cosche della ‘ndrangheta di Petilia Policastro (Crotone).

E’ questo lo scenario che gli inquirenti hanno prefigurato sul tragico destino di Lea Garofalo, 35 anni, ex collaboratrice di giustizia e compagna di uno dei tanti affiliati delle ndrine calabresi scomparsa tra il 24 e il 25 novembre scorso.

GLI ARRESTI – Sono sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nella notte dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dai pm Marcello Tatangelo (dda) e Letizia Mannella. Le prime due sono state notificate in carcere a Carlo Cosco (40enne), coinvolto in una maxi indagine antimafia a Milano ed ex compagno della Garofalo (dalla cui relazione è anta anche una figlia, ora maggiorenne) e a Massimo Sabatino, pusher di spicco di Quarto Oggiaro a sua volta già in carcere.

Infatti i due erano già stati arrestati a febbraio per un precedente tentativo di sequestro, avvenuto a Campobasso nel maggio dell’anno scorso, con lo scopo di uccidere la donna per vendicarsi delle dichiarazioni da lei rese agli inquirenti.

Gli altri quattro destinatari del provvedimento sono i fratelli Giuseppe “Smith” Cosco e Vito “Sergio” Cosco, e altre due persone, una delle quali accusata solo di distruzione di cadavere.

Redazione