BELFAST, 10 OTT. – Finisce 0 a 0 a Belfast la partita dell‘Italia con qualche rammarico vista la modestia tecnica degli avversari irlandesi, incapaci di organizzare gioco e troppo preoccupati a difendere il pareggio.L’Italia inizia subito bene, meno timida del solito ed aggressiva, con una difesa alta per aiutare il 4-3-3 (in realtà un 4-4-2 poichè Pepe si muove raramente da attaccante), orientata a fare la partita sin dai primi minuti. Gli azzurri cercano di giocare palla a terra, con Pirlo in regia coadiuvato da un Mauri in ottima forma atletica, che si propone spesso sulla fascia sinistra offensiva dove opera un Cassano che in realtà brilla a sprazi, e che ancora deve affinare la complicità con un Borriello come al solito generoso,speso falloso,ma poco decisivo (come ai tempi del Milan).

Sono proprio i due attaccanti ad avere le palle migliori ma entrambi sciupano dalla breve distanza. Dall’altro lato offensivo pera un Pepe più arruffone del solito, che non sfrutta il dinamismo di Cassani, sempre pronto a proporsi e crossare. Lo juventino ha un ottima palla goal su assist di Cassano ma sciupa malamente. Gli irlandesi sono pericolosi soltanto su un cross in cui la difesa italiana sembra essersi addormentata, ma forse l’occasione migliore per le maglie verdi resta quella dovuta a due possibili calci di rigore (entrambe per fallo di mano in area di Chiellini prima e De rossi sempre nel primo tempo) che l’arbitro non vede per fortuna nostra o giudica involontari.

Gli azzurri mantengono il primato,adesso a 7 punti, ma con maggiore precisione sotto porta si poteva portare a casa il risultato,mettendo al sicuro una classifica nella quale la Serbia (nostra prossima e più ardua rivale del girone) ha deciso di suicidarsi. Resta comunque da registrare un passo avanti dell’ undici di Prandelli apparsi motivati ed organizzati, senza timore dell’avversario, nella quale forse manca un leader sotto rete ( un Vieri per intenderci ) , e sicuramente le assenza di Gilardino ,Amauri e Balotelli han pesato sulle scelte del ct, che stravede per Cassano e non adotta gerarchie nello spogliatoio.

Vlady La Greca