BOLOGNA, 24 SETT.La ‘mozione Dionigi’, discussa dal rettore dell’Alma mater Bologna ieri a Roma, è stata approvata. I docenti universitari si alleano con i ricercatori nella asèra battaglia per combattere “il progressivo smantellamento dell’ Università pubblica e la continua diversione di cospicue risorse pubbliche dalla ricerca e dalla formazione superiore verso nuovi enti di gradimento alla classe politica”. Dunque i professori non sostituiranno i ricercatori e a ottobre si dimetteranno dalle rispettive cariche che non costituiscono dovere d’ufficio.

E’ un atto duro e coraggioso, firmato da novanta docenti dell’ Alma Mater Studiurom di Bologna, ma che rispecchia la situazione di non-ritorno venutasi a creare, dove inutili sarebbero eventuali accorgimenti alla riforma Gelmini, totalmente impostata sulla distruzione del mondo universitario.

La richiesta dei novanta professori firmatari della petizione è quella di garantire ai ricercatori posti da docenti associati erogati tramite selezione di merito e con un piano pluriennale; inoltre esigono garanzie sugli investimenti per l’ università annunciati da Tremonti.

E’ possibile aderire alla protesta firmando la lettera per via e-mail all’ indirizzo docenti.preoccupati@gmail.com.

Ilaria De Lillo