BOLOGNA, 23 SETT. – Si potrebbe quasi definire un business, quello delle auto rimosse, visti gli introiti da un milione di euro sugli oltre diecimila veicoli spostati e multati. 130 euro di spese di rimozione da pagare al momento del ritiro dell’auto e 38 euro di multa per divieto di sosta. Inoltre, trascorsi 10 giorni dal mancato ritiro della vettura, si aggiungono alla “retta” altri 170 euro (17 euro al giorno) e, dall’undicesimo giorno, scatta un contributo di  200 euro fino ad arrivare alla maxi-tariffa da 250 euro dopo il trentesimo giorno.

Il 31% delle auto devono la rimozione alla pulizia delle strade, un sistema ormai collaudato, con tanto di cartelli mobili messi almeno due giorni prima del lavaggio, ma che continua a mietere vittime a ritmo costante. Per i cittadini più prudenti Hera ha messo a disposizione un servizio gratuito che avverte il proprietario dell’auto in divieto di sosta durante l’appuntamento con la macchina pulitrice. Al servizio oggi sono iscritte solo 1.624 persone, appena un quinto rispetto al numero delle multe fatte.

Quanto resta in tasca al Comune di tutti questi soldi? Nel 2009, secondo i dati forniti dai Vigili Urbani, la ditta Grossi ha versato poco più di 300 mila euro a Palazzo d’Accursio, che deve sostenere le spese di pulizia, in appalto ad Hera, e incassa invece a parte i soldi delle multe.

Ma il modo per pulire le strade lasciando le auto lì dove sono esiste, e a Milano e Torino è già in movimento: si chiama “Sweepy Jet“: un braccio meccanico dal costo di circa 25 mila euro installato su una normale moto spazzatrice leggera, che consente, sorvolando le auto parcheggiate, di lavare strade e marciapiedi. Sì, anche i marciapiedi, a differenza di Bologna. Del resto, basti pensare che l’auto non occupa una superficie pari alla sua carrozzeria, ma solo i pochi centimetri di contatto tra i pneumatici e l’asfalto. Non è come un tappeto che si deve alzare. E secondo quanto dicono all’Amiat di Torino, (corrispondente alla nostra Hera), sarebbe perfetto per il centro antico di Bologna.

Ma forse non altrettanto perfetto per la ditta “Centro dell’auto”, che ha vinto nel 2008 l’appalto per il servizio.

Fabiana Palano