BOLOGNA, 23 SETT. – Si annuncia un autunno davvero caldo sul fronte sociale sotto le Due Torri: confermato il taglio dei finanziamenti statali di 20 milioni, il capoluogo emiliano si appresta a vivere una stagione di sacrifici ed incertezze; le incognite sono le più varie: 1800 anziani in lista d’attesa per un posto nelle case protette, 2mila nelle lista per gli alloggi popolari, una ripresa economica che stenta a creare nuova occupazione.

Il commissario Anna Maria Cancellieri la prende pragmaticamente, e invita a ripensare il sistema di welfare; ha già slittato a dicembre l’ approvazione del bilancio, così come richiesto dalla Cgil, ma già il prossimo 29 settembre è previsto uno sciopero di dipendenti comunali appartenenti alle Rdb.

Per questi motivi, è stata aperta in Comune un’ “istruttoria” che interpellerà 108 interlocutori in 4 giornate; allo studio ci sono ipotesi “da brivido” per i bolognesi: nel dettaglio, un aumento del 25%  delle tariffe medie sui servizi, che inciderebbe, ad esempio, per 800 euro sulla retta del nido per una famiglia che certifica un Isee tra 20 e 26 mila euro. L’ assessore regionale, Teresa Marzocchi, spiega che “le tariffe sono ferme da tempo, l’importante è che l’aumento sia graduale”.

Cifre alla mano, la spesa del welfare in città si aggira sui 255 milioni di euro, 15 in più rispetto a quanto si spendeva nel 2004; nel dettaglio, 100 milioni di euro servono a pagare gli stipendi del personale comunale, che è di 2700 unità. Ma il vero problema di Palazzo d’ Accursio sta nella scarsità dei suoi introiti: solo 9,3 milioni di euro.

Antonio Ricucci