BOLOGNA, 22 SET. – Da lunedì 5 ottobre, all’interno dell’Università, potrebbe aprirsi un confronto con i ricercatori sulla discussa riforma Gelmini. Ieri, il rettore Ivano Dionigi e i 23 presidi delle facoltà dell’Ateneo di Bologna, hanno stilato un documento, che sarà valutato dal senato accademico venerdì, in cui si chiede di rinviare le lezioni al 5 ottobre e utilizzare la settimana di proroga per discutere la riforma dell’università. “Tale confronto si concretizzerà in incontri di tutta la comunità universitaria, secondo modalità discusse e definite dal Senato e che potranno anche prevedere la sospensione dell´attività didattica”, si legge nel documento, che conclude con l´invito a “un dialogo costante” con i ricercatori, al riconoscimento del loro ruolo, per trovare “forme condivise per il proseguimento della riflessione, nella comune volontà di tutelare al meglio il fondamentale diritto degli studenti al regolare svolgimento dell´anno accademico”.

[ad#Juice 120 x 60]Presidi e rettore auspicano che il confronto d’Ateneo arrivi nell´imminenza “di una discussione parlamentare da cui dipende la riforma del sistema universitario pubblico e a fronte di un taglio indiscriminato e insostenibile delle risorse, che rischia di compromettere lo stesso ruolo dell´università”. Al Governo e al Parlamento l´Ateneo di Bologna “rappresenterà la reale situazione dell´università, avanzando proposte di natura sia finanziaria sia normativa.”

Il rinvio dell´anno accademico non sarà uguale per tutti, le Facoltà che hanno già iniziato i corsi, li potranno sospendere, quelle che avrebbero dovuto iniziare lunedì 27 li rinvieranno al 5 ottobre. Per quanto riguarda le adesioni, compatti i ricercatori di Architettura, Chimica e Agraria, mentre adotteranno altre forme di protesta Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche e Beni culturali.

Cristina Reggini