BOLOGNA, 11 SETT. – “Grazie a tutti per averla amata”, L’ultimo saluto della sorella Lilli echeggia nel piazzale della chiesa penetrando nel cuore di tutte le persone accorse per dare l’addio a Marcella Di Folco.

Il funerale della storica presidente del Mit è stato celebrato nella Chiesa sant’Antonio della Dozza da don Giovanni Nicolini che, durante le esequie, ha ringraziato Marcella per tutta la sua vita, “una vita dedicata ad abbattere la separatezza in un mondo dove continuano ad esserci muri”.

Marcella era cattolica e la sua fede è stata ricordata da un commosso nipote che è salito sull’altare alla fine della messa per regalare anche un’immagine privata della zia: “a Natale e Pasqua quando eravamo davanti alla tv al momento della benedizione del papa tutti dovevamo stare zitti…, tanto lo sapete che lei era anche dispotica”.

In una chiesa stracolma era presenti le sue compagne trans del Mit, i consiglieri comunali della sua gloriosa esperienza a palazzo d’Accursio e l’ex sindaco Walter Vitali, tanti e tante del mondo lgbt bolognese, il presidente nazionale di Arcigay Francesco Patanè, più nascosta in fondo Nicoletta Mantovani, ex assessore alla cultura delle sfortunata giunta Delbono. In mattinata alla camera ardente era arrivato anche monsignor Ernesto Vecchi, il loro ultimo incontro, ha rivelato il vicario del vescovo risaliva all’ottobre scorso.

Sulle note di Casta Diva la bara di Marcella ha compiuto l’ultimo viaggio prima che si chiudesse il sipario sulla sua splendida vita.

Redazione via rcdc.it

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