BOLOGNA, 11 SETT. – Città blindata, centinaia di poliziotti e imponenti misure di sicurezza. Questo lo scenario che ha fatto da cornice alla festa regionale del Pdl a Bologna. Ma l’attenzione di precari, insegnanti e media era tutta rivolta all’illustre assente, il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini.

La protesta contro i tagli alla scuola pubblica era già stata programmata anche senza la Gelmini. I collettivi, il coordinamento precari della scuola, Bartleby e l’Onda Studentesca si sono presentati puntuali alle 20.30 sulle scalinate del Pincio, a circa 200 metri da piazza XX Settembre, dove era in corso la festa regionale del Pdl.

La dead-line era marcata da un fitto  cordone di polizia e carabinieri: oltre quella soglia non era possibile passare.

I manifestanti sono rimasti in mezzo alla strada con fischietti, pentole percosse da posate, trombette e altri cartelli come «Gelmini, Bologna non ti vuole», ad attendere la conclusione della festa azzurra suggellata da un dibattito con il sottosegretario all’Attuazione del programma, Daniela Santanchè.

LO SCONTRO – Il clima instauratosi tra forze dell’ordine e manifestanti non era sicuramente dei migliori, pertanto lo scontro è stato inevitabile.

La bagarre si è accesa in meno di sessanta secondi. Mentre la rumorosa protesta dell’Onda Studentesca proseguiva al centro della strada, un ala del corteo di manifestanti si è radunata davanti all’ingresso della festa. Una settantina di persone, appartenenti principalmente al coordinamento insegnanti precari delle scuole, si sono assiepati proprio davanti alla scalinata del Pincio e hanno esposto diversi striscioni con la scritta «No ai tagli alla scuola pubblica».

A loro poi si sono aggiunti anche alcuni esponenti del popolo viola e infine si è ricongiunta anche l’altra parte di manifestanti.

Polizia e carabinieri in assetto antisommossa hanno tentato più volte di spostare via il gruppo, premendo e forzando con gli scudi. Sono volati insulti e spintoni, e qualche colpo con gli scudi. Nel frattempo alcuni esponenti del Pdl, come Filippo Berselli e Fabio Garagnani, coordinatori regionale e cittadino, assistevano alla scena, protetti da un nutrito cordone di forze dell’ordine.

Redazione Centrale

[ad#Juice Banner][ad#Juice Overlay]