BOLOGNA, 23 AGO. – Una situazione, quella dell’Emilia-Romagna, ”gravissima” e ”preoccupante”. A cui lo Stato non e’ piu’ in grado di far fronte, dal momento che non ha nemmeno assegnato gli insegnanti necessari alla scuola dell’obbligo. E’ la posizione espressa dagli assessori Patrizio Bianchi (Scuola) e Teresa Marzocchi (Politiche sociali), discussa e condivisa dalla Conferenza regionale per il sistema formativo durante l’incontro di oggi. Un tavolo che ha visto la partecipazione dell’Ufficio scolastico regionale, di dirigenti, assessori provinciali e comunali.

Unanime la proposta di soluzione: un percorso reale verso l’autonomia.

”Per quanto riguarda il problema degli organici – ha sottolineato Patrizio Bianchi – rilancio con forza quella che e’ la nostra posizione, gia’ illustrata ai sindacati: la Regione non puo’ in nessun modo surrogare le carenze dello Stato. Motivo per cui, per la scuola dell’obbligo, e’ necessario che il ministero intervenga garantendoci piu’ insegnanti, per rispondere agli obblighi di legge”. Al tempo stesso la Regione, di fronte alla gravita’ della situazione, ”non si sottrarra’ alla propria responsabilita’ istituzionale verso famiglie, studenti, enti locali: stiamo valutando modalita’ e strumenti per mantenere alto livello e qualita’ dei nostri percorsi formativi, in cui crediamo con forza”-

In tema di autonomia ”chiediamo – ha ribadito l’assessore Bianchi – che il Governo sottoscriva la bozza gia’ approvata a luglio nella nona Commissione della Conferenza Regioni e Province autonome, su sollecitazione dell’Emilia-Romagna, per il trasferimento delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per l’attuazione del Titolo V in materia d’istruzione”.

”Dei 91 docenti assegnati in integrazione agli organici dell’Emilia-Romagna, non uno va alla scuola d’infanzia: questo e’ inaccettabile – ha sottolineato Teresa Marzocchi – . Significa fare passi indietro rispetto a quanto e’ stato fatto e costruito in questi anni in termini di politiche educative e di risposta ai bisogni sociali delle famiglie.

Valuteremo tutti insieme come intervenire per salvaguardare questa storia e questo patrimonio che ci contraddistinguono”.

Redazione Asca

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