Camera dei Deputati

ROMA, 10 GIU – Via libera del Senato al ddl sulle intercettazioni. Si comincia in mattinata con l’Idv che, dopo aver passato la notte occupando l’aula per protesta, sale sulle barricate e occupa, tricolore nel taschino della giacca, i banchi del governo. “Siamo disposti a fare di tutto per impedire questa schifezza” tuona Felice Belisario. Di Pietro grida alla “resistenza permanente” e si appella al capo dello Stato “perché difenda la Costituzione”.

Il Pd diserta l’aula: “Il massacro della liberta” interviene Anna Finocchiaro. “Questa legge tutela i criminali, uccide la libertà di informazione e limità i mezzi a disposizione degli investigatori per individuare e punire i colpevoli”. E con un cenno della mano, fa uscire tutti i senatori democratici. Ciò scatena l’ira del capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri: “Non siete democratici”. “La sinistra in italia non cambia mai” rincara il ministro per i beni culturali, Sandro Bondi.

Fuori dal voto anche i sette senatori a vita. La mattinata si chiude con 189 presenti, 164 favorevoli e 25 contrari. Il provvedimento prosegue il suo iter e tornerà alla Camera in terza lettura dove, come ha imposto Berlusconi, non potrà più essere modificato.

TELEFONATE HOT DA MINISTERI E COMUNE DI ROMA: 26 PERSONE A PROCESSO

ROMA, 10 GIU. – Ore di telefonate verso numeri 199 hard o cartomanti, tutte provenienti dal Ministero del Tesoro o dal Comune di Roma. Bollette salattissime, tutte pagate da enti pubblici, dai contribuenti.

26 persone sono a processo dal 2007, ma a causa della sparizione delle registrazioni, tutti i dipendenti vanno verso l’assoluzione per insufficienza di prove. Le intercettazioni e le bobine sono misteriosamente scomparse. Adesso il processo è stato rinviato a settembre, ma se non riaffiorano le registrazioni scomparse, non ci sarà modo individuare i colpevoli che verranno inevitabilmente assolti.

SANTORO CONTRO BERLUSCONI, SCONTRI IN RAI

ROMA, 10 GIU. – «Annozero è un cavallo che lei non è riuscito né a cavalcare, né a domare, né a comprare. Vediamo se ci sarà nel palinsesto della prossima stagione. Comunque sia è un cavallo che continuerà a correre». Dice Michele Santoro, nell’ultima puntata di Annozero.

E sentenzia: La nostra tv si riduce a questo: santi, carabinieri e puttane». Risponde poi a tono al premier, all’affermazione poi smentita, sulla possibilità di non firmare il contratto di servizio qualora rimangano in Rai trasmissioni faziose: “Che lo faccia. Che si riprenda tutti gli uomini che ha messo nella nostra azienda e così finalmente possiamo farci una bella partita Rai contro Mediaset e sono sicuro che questa partita la Rai la vince».

Intanto, il direttore della Rai, Mauro Masi, temporeggia sotto il pressing dei vicepresidenti e capigruppo che lo vogliono all’audizione in Commissione di vigilanza. Segnala che non potrà partecipare fino a che i lavori del cda sulla programmazione della prossima stagione non saranno conclusi. Il presidente Sergio Zavoli esplicita a chiare lettere il suo sconcerto: «Immaginando le domande che le verrebbero rivolte, comprendo, con questa astensione, che non sarebbe in grado di rispondere!» «Fuori dagli scherzi – conclude Morri – voglio davvero sperare che il direttore trovi il modo di non offendere il Parlamento rifiutandosi di affrontare i gravi problemi che investono la Rai».