Maria Stella GelminiROMA, 9 GIU “Con un cinque non si boccia nessuno” lo ha detto ieri sera a ‘’Porta a Porta’’ il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini.

Alla vigilia degli esami di maturità, la ministra tranquillizza gli studenti, alleggerendo notevolmente quello che è stato un caposaldo della riforma da lei ardentemente voluta nell’autunno del 2009: con una sola insufficienza addio promozione.

“Queste norme vogliono evitare i sei politici e il lassismo degli ultimi anni. La strada intrapresa di un ritorno a più rigore è giusta”, ha spiegato la Gelmini. Rispetto alla prassi di questi anni di ammissione totalitaria alla maturità – ha affermato Mariastella – questa è una delle norme pensate per restituire rigore e maggiore serietà alla scuola e alla maturità. Non mi sfugge che laddove c’è l’insufficienza in una materia, il consiglio di classe debba valutare collegialmente se ammettere o no lo studente. Queste norme – ha proseguito – vogliono evitare i sei politici e il lassismo degli ultimi anni”.

Il termine chiave, per la ministra, è “rigore”: “La strada intrapresa di un ritorno a più rigore è giusta – dice il ministro – è chiaro che l’applicazione delle nuove regole deve essere accompagnata dal buon senso e dunque con un cinque non si boccia nessuno. Queste norme però – ha concluso – promuovono negli studenti un maggiore impegno per raggiungere almeno la sufficienza”.

In questi giorni su questa problematica il dibattito è stato infuocato. Alla luce dei risultati degli scrutini del primo quadrimestre,infatti, la situazione si mostra disastrosa: nei licei 3 studenti su 4 hanno almeno una insufficienza. Si è stimata una cifra di oltre 130.000 possibili non ammessi a fronte degli appena 30.000 dello scorso anno, quando bastava avere la media del 6 per poter sostenere l’esame. Un numero altissimo, che ha preoccupato i maturandi e li ha indotti a richiedere il “6″ politico. Data la tragica situazione, in questi giorni, tantissimi consigli di classe hanno corretto al rialzo i 5 per evitare un “massacro” pre-esame.

Silvia Fabbri