BOLOGNA, 4 MAGGIO – A tracciare il profilo dei nuovi poveri sono le associazioni di volontariato che lavorano in città Caritas, Acli, Confraternita della Misericordia, Consulta ecclesiale della carità, Opera padre Marella.

I poveri ora sempre più giovani sotto i trenta anni, in disperata ricerca di un lavoro stabile, donne che richiedono lavoro come badante o baby sitter all’Acli, e uomini con la ventiquattro ore che si recano alla mensa dei poveri. Questi è il profilo dei nuovi poveri, uomini e donne colpiti dalla crisi, dalla disoccupazione.

Le associazioni di volontariato denunciano una totale assenza dell’assistenza sociale da parte del governo “In città c’è un quadro di degrado sociale emergente che ci vede coinvolti in modo pesante per supplire alle carenze nel governo dei servizi sociali” ha detto Francesco Murru, presidente Acli Bologna.

 

Il problema investe anche la sanità, molte famiglie bolognesi non possono permettersi di pagare il ticket dei farmaci e si vedono costretti a rivolgersi all’ambulatorio Biavati della Confraternita (un tempo per senza tetto o clandestini) con la ricetta del medico di famiglia. Aggiunge Murru “per alcuni arrivare alla terza settimana del mese è un sogno.”

Stefania Cugnetto