Teatro Duse BOLOGNA, 3 GIU. – Lunedì sera andrà in scena la protesta. Il Teatro Duse ospiterà numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, bolognese e non, per manifestare contro i “drammatici” tagli decisi dal Governo. Saranno presenti Giorgio Comaschi, Vito, Marco Columbro, Paolo Maria Veronica e Corrado Tedeschi. Cercheranno di non mancare anche Gianni Morandi, Silvio Orlando e Moni Ovadia. Inoltre, invierà un intervento filmato Neri Marcorè.

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A sostegno della serata si sono mobilitate tutte le forze politiche cittadine, a cominciare dal commissario Anna Maria Cancellieri. Peraltro, sarebbe sciocco dividersi su una questione tanto importante e sentita, qual è l’esistenza stessa del Duse. Sì, perché il teatro storico della “dotta” rischia davvero di chiudere i battenti il prossimo 31 dicembre. Infatti, il Governo Berlusconi, nell’ambito della manovra da 24 miliardi di euro varata nei giorni scorsi, ha soppresso l’ETI, ente che gestisce il teatro Duse. In ballo, insomma, ci sono decine di posti di lavoro ed un pezzo importante della storia di Bologna.

D’altronde, la politica dell’esecutivo relativamente al mondo dell’arte e dello spettacolo è chiara già da un po’. Tagli indiscriminati e consistenti, mancata partecipazione a rassegne internazionali, incapacità di promuovere modelli alternativi. Il messaggio è fin troppo esplicito: di cultura si può fare a meno. Come se si trattasse soltanto di un “format” altro e concorrenziale rispetto ai reality e ai bordelli dello spettacolo televisivo. Purtroppo le cose non stanno così. Laddove non c’è cultura, infatti, c’è solo il mercato.

Antonio Del Prete