Freedom FlotillaRoma, 3 GIU Manuel Zani, uno degli italiani trattenuti dopo il blitz israeliano, è atterrato a Fiumicino alle 11.50. Dallo scalo romano dovrebbe poi raggiungere Cesena o Rimini. Il suo arrivo infatti dovrebbe essere scortato dalle forze dell’ordine, per garantirne la sicurezza. L’arrivo a casa è comunque previsto nel primo pomeriggio dove l’aspetta la famiglia in casa, e in rigoroso silenzio stampa. Non è da escludere che prima del ritorno a casa, dove già attendono le troupe Rai, Manuel sia interrogato dalle autorità italiane. «L’assalto dei soldati israeliani che si sono avvicinati alla nostra nave a bordo dei gommoni sembrava una scena del film Apocalypse now. Vedere tutti quei soldati bardati, col volto coperto… Avevo paura – continua il video reporter romagnolo –ma per un po’ mi sono goduto la scena. Quando abbiano capito che ci stavano per aggredire ci siamo separati in due gruppi. Io sono andato con i giornalisti nella cabina di pilotaggio per cercare di filmare quello che stava succedendo, ma ci hanno sequestrato tutto: ho perso diecimila euro di attrezzature e non so se le recupererò mai. In Israele non ci torno neanche morto, ma voglio tornare in Palestina al più presto».

Sicuramente non sono state ore facili quelle della prigionia in Israele, e uno degli altri quattro italiani ha parlato di botte ricevute sin poco prima della liberazione. Per adesso lo aspetta l’abbraccio dei suoi cari, e forse più tardi una festa con amici e non solo nella sua Longiano.

Stefania Carboni