Omicidio Emilian KeciBologna, 1 giu. – Massacro il patrigno con cinque colpi di machete al capo e al collo. E’ stato condannato a otto anni di reclusione Nicolas Fini il ragazzo di 20 anni che l’anno scorso ha ucciso a Imola, in provincia di Bologna, il patrigno albanese di 28 anni Emilian Keci. Fini perse il lume della ragione dopo l’ennesimo maltrattamento che l’uomo inflisse alla madre. La sentenza e’ stata pronunciata oggi dal gup Bruno Giangiacomo che ha applicato uno sconto del terzo della pena per la scelta del rito decisa dai difensori del giovane in carcere ormai da un anno. Il giudice gli ha inoltre riconosciuto le attenuanti generiche e la seminfermità mentale, un disturbo temporaneo da stress, come aveva detto il perito.

SUCCESSE UN ANNO FA – Il 29 giugno dell’anno scorso il giovane ammazzò il patrigno a colpi di machete dopo l’ennesimo litigio scaturito dai maltrattamenti che la vittima aveva riservato alla madre. L’omicidio avvenne proprio sotto gli occhi degli stessi carabinieri. Dopo l’ennesima, furibonda, lite tra la madre e il patrigno Nicolas era intervenuto per dividerli. Aveva strappato la donna dalle mani dell’uomo, che già l’aveva malmenata al bar, e l’aveva fatta rifugiare in camera. Poi aveva continuato a litigare con il patrigno.

Era stato lo stesso ragazzo a lanciare l’allarme ai carabinieri che aveva atteso in giardino. Il ventottenne era palesamente agitato e nervoso. Keci continuava ad insultare Nicolas, minacciava vendetta per aver chiamato il 112 e lo incitava a farsi avanti. La situazione pareva avviarsi alla tranquillità quando il giovane armatosi di un machete che aveva in camera e colpi’ a morte davanti ai militari l’albanese.

LA POLEMICA – Nel corso del processo la difesa ha sostenuto la tesi dell’incapacità di intendere e volere al momento dell’omicidio. Contro la diagnosi di seminfermità si era battuto il pm Marco Mescolini, spiegando che il riconoscimento del disturbo temporaneo da stress crea un precedente pericoloso. Mescolini aveva chiesto 10 anni. La Procura, una volta che saranno depositate le motivazioni della sentenza, valuterà se fare appello. Il gup ha riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva di 200.000 euro per i parenti della vittima.

Redazione Bologna