BOLOGNA, 1 GIU. – «Certamente Delbono deve qualche scusa alla città e al partito che l’aveva candidato». Andrea De Maria al vetriolo dopo la critica dall’ex sindaco al Pd, formulato nel giorno della richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti.

«Il partito mi ha lasciato solo», ha detto Delbono al Corriere di Bologna la settimana scorsa. «Forse Flavio Delbono qualche danno a questa città e al suo partito l’ha fatto – ribatte ora De Maria, intervistato da ètv – e se su questo vuole commentare è giusto che ne dia conto, al di là degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria che sono un’altra cosa». I «danni», intende il segretario provinciale, fatti al partito: «Parlo della situazione politica che si è creata a Bologna e anche per il Pd», puntualizza De Maria, dopo l’esplosione del Cinzia-gate e le dimissioni di Delbono.

Nelle ultime ore l’esecutivo del Pd bolognese ha innalzato un muro protettivo a sostegno del segretario provinciale De Maria, messo alla berlina dopo la richiesta di scuse “al partito e alla città” avanzata nei confronti di Flavio Delbono. Interviene, contro le critiche esternate ad Andrea De Maria, il responsabile bolognese del partito Enrico Di Stasi. “Non accettiamo lezioni nè da Enzo Raisi nè dal consigliere grillino Giovanni Favia, che hanno scelto il piano di una polemica infondata e poco rispettosa degli avversari politici, che svaluta chi la conduce”, sostiene Di Stasi.

“Il Pd si è assunto fino in fondo le proprie responsabilità verso i cittadini di Bologna che in tanti, come si è visto nelle ultime elezioni regionali, ci hanno confermato fiducia e sostegno. A chi cerca pretesti per attaccare il pd e il suo ruolo di governo rispondiamo con i fatti del nostro lavoro quotidiano ed anche con la serietà ed il rigore con cui abbiamo affrontato la situazione difficile che si era creata nel comune di Bologna”.

Redazione Bologna