Berlusconi e Angelino AlfanoBOLOGNA, 1 GIU. Un intervento urgente sulla “legge bavaglio”, affinché “ciò che è stato consentito fare a noi, non venga impedito ad altri”: è questa la richiesta di Ilaria Cucchi al Presidente della Camera Gianfranco Fini, inoltrata tramite una lettera aperta che la sorella di Stefano, morto nel reprto giudiziario dell’ ospedale Pertini di Roma il 22 Ottobre dello scorso anno, in seguito ai pestaggi subiti dagli agenti di polizia che lo avevano arrestato per detenzione di 20 grammi di hashish.

“Caro Presidente, non finiremo mai di ringraziarla per il suo sostegno. E’ stato di grande aiuto per la nostra faticosa e dolorosa ricerca di verità e giustizia per la morte di Stefano. Ma se non avesse visto quelle terribili foto di Stefano che hanno tolto il fiato alle coscienze di tutti, non avrebbe potuto mai comprendere le condizioni terribili in cui ha lasciato la vita. ‘Morte naturale’! Non avrebbe potuto percepire la profonda falsità e ipocrisia della verità ufficiale” sono queste le parole di Ilaria, che sottolinea quanto sia pericolosa l’eventuale approvazione del disegno di legge, che impedirebbe l’emergere di altri “casi Cucchi”.

E non solo: da Marta Russo allo scandalo del Santa Rita di Milano, dall’omicido D’Antona ai traffici di droga, le intercettazioni sono sempre state uno strumento imprescindibile, sia per la magistratura sia per l’informazione, entrambe atte ad soddisfare due dei più importanti diritti di ogni cittadino, vale a dire la garanzia di giustizia e la necessità di essere informati. L’allarme lanciato da Ilaria Cucchi è dunque reale, condiviso da almeno 230.000 persone: tante sono le firme all’appello “Libertà è partecipazione informata”, raccolte dai siti nobavaglio.it e Facebook . Comuni cittadini e personalità di rilievo, fra cui i direttori dei più diffusi quotidiani italiani, hanno manifestato la propria indignazione alla decisione del Governo.

Il Presidente della Camera, dal canto suo, esterna i suoi dubbi sul ddl, e afferma che“la norma transitoria è in contrasto con il principio di ragionevolezza. Mi inquieta un po’ anche il limite di tempo”, per questo si augura che l’eventuale approvazione avvenga in seguito a un ragionamento “più profondo” da parte del Parlamento.

Diletta Sarzanini