MILANO, 21 MAGGIO – «Volete che rimanga in Rai? Chiedetemelo». Michele Santoro apre l’attesa puntata di Annozero con un lungo monologo, attraversando tutti gli incroci della polemica scoppiata dopo l’annuncio della possibile separazione consensuale dall’azienda di viale Mazzini e le polemiche sull’ipotetico contratto da 10 milioni di euro. La puntata del programma, che andrà in onda come previsto fino al 10 giugno, è stata poi dedicata allo scandalo pedofilia che ha travolto negli ultimi mesi la Chiesa cattolica.

AD ANNOZERO’ – «L’accordo non è stato ancora firmato, se volete che rimanga chiedetemelo, ma Annozero deve essere considerato la perla del servizio pubblico» afferma Santoro, rivolgendosi poi a Zavoli (presidente della commissione di Vigilanza Rai), a Bersani e ai consiglieri del Pd: «Se pensate che Annozero sia un prodotto proibito, scabroso del servizio pubblico, che non prevede quel tasso di libertà, di spregiudicatezza, di senso critico, allora lasciatemi andare via. Posso ritrovare recuperare quel respiro di libertà che ha caratterizzato Raiperunanotte e non restare accerchiato come il generale Custer e restare vittima degli amici e dei nemici».

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IL SANTORO FURIOSOUn’incazzatura decisa ma fredda. Dopo la valanga di critiche che gli sono piovute addosso con l’uscita della notizia sull’accordo per uscire dalla Rai, Santoro si toglie molto di piu’ di un sassolino dalla scarpa

«Trenta anni di battaglie non possono essere cancellati e il mio pubblico capirà – afferma il conduttore -. Gli unici ad avere sicuramente ragione sono gli spettatori, perché un programma come il nostro non crea partito, ma crea comunità in cui si investono passioni, dialoghi. La tv non è un frigo, è un’estensione del cervello, qualcosa che ci serve per interpretare la realtà. Se qualcosa ci viene tolto, lo spettatore si incazza. Un autore televisivo deve vedere dove vanno i gusti dei suoi spettatori ed è portato sempre a cambiare. Quando lui torna ecco che gli spettatori lo giudicano, e possono dire “ecco, valeva la pena, possiamo applaudire di nuovo”».

LA POLEMICASantoro respinge l’accusa de ‘LaRepubblica” di essersi arreso a Berlusconi: «Non sono né stanco né provato, è stato scritto che mi sono arreso a Berlusconi ma non è così. Quale giornalista della Rai, di Repubblica o del Corriere della Sera avrebbe mandato in onda una puntata con Patrizia D’Addario con una diffida arrivata dieci minuti prima sul suo tavolo?«. E sempre su Annozero: «La Rai ha realizzato grandissimi profitti, cosa succedeva mentre la Rai incassava questi profitti? Contratti bloccati, punizioni, regole e regolamenti». Infine il giornalista ha attaccato brutalmente Bruno Vespa (che ha commentato: «Essere perseguitati è un affare»): «Stiamo prendendo lezioni da tutti, prendiamo lezioni perfino da Bruno Vespa. Ora, che Bruno Vespa possa fare lezioni di morale e di contratti a noi, lui che viene pagato come l’ultimo Oscar da protagonista per fare un programma in crisi, be’ questo è veramente troppo…».

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