BOLOGNA, 20 MAGGIO — Ad inizio stagione la Canadian Solar Bologna era la squadra più adatta, per caratteristiche fisiche e tecniche, ad insediare la leadership della Montepaschi Siena. Dopo aver raggiunto stabilmente il secondo posto in classifica l’infortunio di Petteri Koponen ha decisamente compromesso il cammino della Virtus Bologna nella regular season. Risultati, 5 sconfitte nelle ultime 6 partite prima dei playoff, e nervi a fior di pelle, quelli di Claudio Sabatini che, ancora una volta, alla vigilia dei playoff scudetto, ha messo sulla graticola Lino Lardo come aveva già fatto negli anni passati con Matteo Boniciolli e Zare Markovski. E siccome la sfiga sembra abbattersi sulle V Nere, si è infortunato anche Andre Collins con una prognosi di una decina di giorni, quindi in campo casomai per le ultime gare della serie con Cantù, se andrà per le lunghe.

[ad#Juice 120 x 60]La Virtus è corsa al mercato di riparazione acquistando Aaron Jackson, che poteva essere la spalla ideale per togliere un po’ di pressione a Collins, ma che non è certo un play “lardiano” ma, comunque, un buon giocatore in campo aperto, molto veloce, capace di creare gioco anche per gli altri dal suo uno contro uno. Dovrà dare una mano in regia anche il rientrante Vukcevic, che come Moss è reduce da un brutto infortunio e ha appena ripreso ad allenarsi. La novità è il mezzo lungo estone Kristian Kangur, che debutterà proprio in vista nei playoff: può portare acqua in un settore dove Hurd ha deluso tutta la stagione. Le condizioni sono difficili, lo 0-2 con Cantù nella stagione regolare, che avrà il fattore campo favorevole, rendono i playoff della Virtus molto problematici. Le V Nere partono sfavorite, poi si vedrà.

[ad#Juice Overlay][ad#Zanox 120 x 240]CASA CANTU’ — Partiti ad inizio ragione per salvarsi, sono arrivati ai playoff come un tornado, sfiorando addirittura una clamorosa seconda piazza. Alla fine i brianzoli hanno chiuso al quarto posto, grazie agli schemi dell’allenatore dell’anno, Andrea Trinchieri. L’ex tecnico di Veroli, al debutto in serie A, è riuscito a “conquistare” la fiducia squadra e a farsi seguire sin dal primo giorno. Un compito per nulla facile quando il gruppo è nuovo, con tanti stranieri, per la prima volta in Italia. Trinchieri ha anche avuto la “fortuna” di potersi affidare al Cardinal Mazzarino, punto fermo di questa Ngc (targata Bennett per i playoff e forse anche in futuro, sponsor importante che potrebbe permettere progetti anche più ambiziosi). L’uruguaiano è diventato l’uomo chiave, soprattutto dopo aver accettato con entusiasmo il ruolo di sesto uomo. La stella però, se di stella si può parlare, è Marty Leunen, lungo ex Oregon, cecchino micidiale da fuori. Anche se spesso la differenza la fa Manu Markoishvili. Cantù non sarà pertanto appagata dall’essersi meritata la postseason con pure la ciliegina del fattore campo. Anzi, contro Bologna parte favorita.

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