BOLOGNA, 18 MAG – ‘Bazze’ sulle gare d’appalto per far vincere l’impresa ‘amica’ a discapito di altre che in prima istanza avevano presentato le offerte migliori.

E’ l’ipotesi accusatoria ricostruita dalla Procura di Bologna che ieri mattina ha chiuso le indagini sulla vicenda dei presunti appalti ‘truccati’ di Hera e inviato l’avviso di fine indagine (atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) a quattro funzionari della multiutility e a due noti imprenditori.

I reati contestati sono turbativa di gara e rivelazione di segreto d’ufficio, ma in un caso ci sono anche abuso d’ufficio e falso.

[ad#Juice 250 x 250]L’ACCUSA – Le gare d’appalto analizzate al ‘microscopio’ dal pm Flavio Lazzarini sono cinque: a trattativa privata e per appalti collegati al settore dei rifiuti.

Le imprese nel mirino della procura sono la “Special Trasporti” di Sala Bolognese in provincia di Bologna e la “Gama” della provincia di Ravenna.

Nel 2007, per esempio, la ‘Special Trasporti’ ha partecipato e vinto la gara d’appalto a trattativa privata per la vendita da parte di ‘Hera’ del legno proveniente dalla raccolta differenziata conferito nelle piazzole gestite dalla multiutility.

Secondo quanto riporta ‘Il Corriere di Bologna’, le irregolarità individuate dalla Finanza riguardano una fase della gara, tecnicamente chiamata «saving»: succede quando, dopo una prima tornata di offerte, Hera chiede una seconda proposta, al fine di ribassare ancora. Ebbene, nei cinque casi al centro dell’inchiesta, ad aggiudicarsi i lavori non era mai la ditta che avrebbe vinto al primo giro (presentando l’offerta migliore), ma sempre la seconda. La quale, ha ricostruito l’indagine, presentava la propria seconda offerta (quella poi vincente, e sempre per pochi spiccioli) in tempi e modi sospetti: a strettissimo giro da quella della concorrente, in busta non chiusa (a volte mandata via fax) e priva di scadenza. Queste circostanze (unite al fatto che in due casi ci sono telefonate registrate che provano il «suggerimento» dei funzionari sull’importo da proporre) hanno convinto la Procura che ci siano state irregolarità. L’inchiesta non ha però individuato con certezza il movente dei presunti favoritismi: è escluso quello economico (infatti non vi sono ipotesi di corruzione o concussione) e anche quello della parentela.

[ad#Juice 250 x 250]LA DIFESA – Per il pool legale della difesa essendo Hera una società privata, seppure a partecipazione pubblica, non è tenuta a rispettare la procedura prevista per gli appalti pubblici, ovvero possiede la libertà assoluta di scelta dell’aziende con cui intende lavorare.

Per la Procura invece la raccolta dei rifiuti rientra nell’ambito servizio pubblico da qui la qualifica di incaricato di pubblico servizio per i funzionari della multiutility.

Nel corso delle indagini sono stati indagati anche altri quattro funzionari di Hera per falso. Sono accusati di aver denunciato in ritardo la scoperta avvenuta a metà 2008 di rifiuti tossici emersi durante gli scavi avvenuti nella sede centrale della multiutility.

LA REAZIONE DI HERA – Non appena ha saputo di comportamenti potenzialmente scorretti, Hera (che si considera parte lesa nella vicenda), ha sospeso cautelativamente i funzionari coinvolti[ad#Juice Overlay].

Redazione Centrale

[ad#Cpx 300 x 250] [ad#Edintorni 300 x 250]