Bologna, 15 MaGGIO – Una pensionata è morta ieri a Bologna intorno alle 16 40. Stava percorrendo via Genova sotto la pioggia ed è finita contro un bus dell’Atc.

La polizia municipale ha cercato di ricostruire l’accaduto e fino ad ora sembra che la ciclista, dopo aver intrapreso l’incrocio con via Ferrara, avesse provato a svoltare a sinistra per passare sulle strisce pedonali. La manovra le è stata fatale in quanto è stata investita da un autobus che procedeva nella stessa direzione.

[ad#Cpx 160 x 600][ad#Juice Overlay]Il bus aveva appena effettuato la penultima fermata prima del capolinea, posto alla fine di Via Genova a circa duecento metri dal dove è avvenuto l’incidente, e a bordo non aveva passeggeri. Il pullman ha centrato la parte sinistra della bici e ha sbalzato la donna oltre le strisce La donna ha fatto così un volo di un paio di metri e ha battuto la testa sull’asfalto. Sul posto sono accorsi una autoambulanza e una auto medica del 118 e medici e paramedici hanno cercato di rianimare la vittima praticandole il massaggio cardiaco. Nonostante i disperati tentativi, la donna è morta poco dopo.

Unico testimone sembrerebbe essere l’autista del mezzo, l’autobus della linea 27/B. La sua versione dei fatti pare discordare dalle ipotesi avanzate dai vigili della polizia municipale. L’uomo, trentenne e autista di bus da qualche anno, ancora sotto choc, ha raccontato che la ciclista stesse viaggiando contromano sulla corsia di destra. Da questo racconto si evince che colpa della tragedia sarebbe quindi da attribuire ad una improvvisa sterzata effettuata dalla donna. Probabilmente la signora avrebbe voluto svoltare ma non ha segnalato il cambio di direzione con la mano. In pratica la dinna si è portata al centro della carreggiata. L’autista afferma anche di aver provato ad evitare l’impatto sterzando.

Il pm Massimiliano Rossi una volta ottenuti i risultati dell’autopsia e degli altri accertamenti richiesti potrà poi valutare le due versioni e stabilire come sono andati i fatti.

La polizia municipale ha impiegato tempo a identificare la vittima in quanto non aveva alcun documento con sè e neppure un cellulare da cui poter estrarre numeri da contattare. Utili sono state le dichiarazioni di alcuni residenti che hanno fatto in modo che si cercassero famigliari o conoscenti in zona in quanto hanno detto di averla vista spesso in via Ventimiglia che si trova a cinquanta metri dalla zona dell’incidente.

Un altro residente nella zona ha dichiarato: «Stavo prendendo un caffè quando ho sentito un gran rumore; il corpo della donna era un paio di metri dopo le strisce e il bus era fermo qualche metro prima, era leggermente spostato sulla sinistra e aveva il vetro completamente in frantumi».

La maggior parte delle persone che abitano in zona concordano nell’affermare il loro rammarico e la loro rabbia. La zona non è più sicura soprattutto da quando è stato tolto il cartello del limite di velocità a trenta chilometri orari e i dossi artificiali per via dei lavori per il Civis. Sia il cartello ma ancor meglio i dossi costringevano gli automobilisti a rallentare e a prestare maggiore attenzione. Ora tutti i mezzi si sentono in diritto di andare a velocità più sostenuta.

Alessandra Solmi

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