RAVENNA, 10 MAGGIO – Da oltre un anno, da quando era rimasto paralizzato a causa di un terribile ictus, Giovanni Ielo era entrato nel tunnel della disperazione e riusciva solo a piangere. A fumare una sigaretta, magari, ma solo se qualcuno gliela reggeva. Una condizione drammatica che il padre Francesco, un ottantacinquenne di origini calabresi, con la passione della caccia, da anni residente in provincia di Ravenna, non riusciva assolutamente ad accettare. Sta tutto qui il movente dell’omicidio-suicidio in una casa di riposo a Ravenna.

Giovanni Ielo, 53 anni, ex operaio, sposato e con una figlia poco più che maggiorenne, è stato ‘ucciso’ dal padre con un colpo di pistola al volto attorno alle 17 a Villa Serena, la casa di riposo di San Romualdo, frazione alle porte di Ravenna, nella quale si trovava ricoverato da tempo per la grave invalidità cui lo aveva costretto l’ictus di un anno e mezzo fa. L’anziano padre, dopo aver fatto fuoco, si è sparato alla tempia rimanendo a sua volta gravemente ferito. Il decesso del padre coraggio a è avvenuto poco dopo il ricovero all’ospedale Santa Maria delle Croci della città romagnola, lo stesso dal quale era stato dimesso una decina di giorni fa, in seguito ad alcuni problemi dovuti ad una cardiopatia.

Quella di ieri era la prima visita da allora. L’ottantacinquenne è andato a trovare il figlio accompagnato dalla badante ucraina. Il fatto, secondo i rilievi dei carabinieri, si è verificato quando la donna si è allontanata. [ad#Juice Overlay]

Redazione Centrale

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