BOLOGNA, 30 APRILE Sarà un 1° Maggio particolare per tanti bolognesi. Nel giorno della festa dei lavoratori molte persone saranno invece al lavoro. Non si contano neanche più le attività delle vie bolognesi che terranno le serrande alzate. Dai negozi di abbigliamento per finire ai ristoranti, tutti saranno pronti a svolgere il proprio lavoro come ogni giorno, nonostante la festa. Questo soprattutto perché, per via della crisi, i guadagni sono diminuiti e quindi si cerca di sfruttare una giornata festiva in cui l’affluenza nei negozi e la voglia di uscire a mangiare in compagnia potrebbe essere maggiore. I vari negozianti non cercano solo di conquistare i bolognese ma anche i visitatori che potrebbero arrivare in città complice la vacanza e si spera anche il bel tempo. La clientela potrà quindi passeggiare in via Rizzoli ed entrare da Benetton, scendere in via Indipendenza fermandosi da Zara oppure da Stefanel, Tezenis, Nike e Oxigeno di Alessandro Vitacco. Per ora pare però che rimarrà invece chiuso il gettonatissimo H & M. Il negozio sarà però aperto domenica 2 Maggio. Come quest’ultimo anche molte gioiellerie non hanno ritenuto di dover tenere le serrande alzate. Forse ragionando sulla propria clientela hanno calcolato che le persone in giro durante il week end festivo non si sarebbero rese disponibili a spese un po’ più elevate. Diverso discorso invece riguarda i bar. Sicuramente aperti saranno il bar tabaccheria Raffaele Degli Esposti in via Indipendenza e il Bar Carlo di via Andrea Costa. Altri, invece, come la Caffetteria Cinque e 50 in via Goito hanno ragionato sulla loro ubicazione e pensando di essere in una zona circondata da soli uffici e quindi con scarsa possibilità di clientela hanno pensato di chiudere e fare festa. Un sabato di lavoro anche per molti ristoranti come la «Trattoria da Pietro» di Lucia Leone in via Falegnami e il Caminetto d’oro, a pochi metri di distanza.

L’iniziativa, se così si può chiamare, ha suscitato enorme scalpore. I sindacati sono pronti a dar battaglia. Ha inizio lo scontro fra sindacati, Cgil, Cisl e Uil e commercianti. La Filcams Cgil ha subito scritto una lettera al sub commissario Michele Formiglio per chiedere chiarimenti ovvero per chiedere come mai si possano alzare le serrande in un giorno festivo. Esiste infatti una legge regionale del 2007 che obbliga tutti i comuni ad osservare l’obbligo di chiusura ed essa vale anche per le città d’arte come Bologna. Si potrebbe contravvenire a questa legge solo con una decisione comune tra commercianti e sindacalisti. Ecco però l’inghippo. La possibilità di tener aperto il giorno festivo fu data dall’allora sindaco Sergio Cofferati che durante il suo mandato firmò un’ ordinanza che permetteva di aprire gli esercizi commerciali 365 giorni all’anno rispettando però il limite delle 13 ore giornaliere. Se sabato i negozianti dovessero alzare la saracinesca scatterebbe lo sciopero dei sindacati. In prima linea anche RdB. Il sindacato infatti proclama pieno sciopero e non accetta l’apertura. Nel comunicato si può leggere: è la giornata di festa e di lotta dei lavoratori di tutti i Paesi, anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio hanno questo diritto”.

Alessandra Solmi

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