Bologna, 29 Aprile Il vertice tra la presidente della Provincia, Beatrice Draghetti, il segretario del Pd di Bologna, Andrea De Maria, il leader del Pd di Imola, Fabrizio Castellari e Stefano Bonaccini, avvenuto in via Rivani, è durato ben due ore e mezza e comunque non è bastato a trovare una soluzione; ogni contendente rimane saldamente fermo sulla propria posizione. La crisi politica continua a non dar pace alla Provincia.

Il problema sembra ingrandirsi. Lo stesso Bonaccioni, dopo il commisariamento del Comune, non avrebbe voluto avere altri problemi.

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La presidente Draghetti è saldamente convinta a ridurre la sua giunta da dieci a otto membri. Il PD imolese, Fabrizio Castellari, la federazione di Bologna e Bonaccioni invece continuano a ribadire la necessità di essere rappresentati all’interno dell’esecutivo. Castellari ha inoltre affermato di essersela presa perchè avrebbe appreso della decisione di Draghetti di non reinserire Idv e Pd imolese in giunta prima dalle agenzie di stampa che dalla viva voce della presidente. Nei giorni precedenti, il Pd, attraverso il presidente del consiglio provinciale Virginio Merla, aveva espresso duramente il suo punto di vista. Il presidente aveva affermato che sarebbe stato da irresponsabili arrivare al commissariamento dell’ente provinciale.

La patata bollente rimane nelle mani della Draghetti che entro venerdì, giorno in cui deve essere votato il bilancio consuntivo della Provincia, deve risolvere la dolorosa questione.

Si aprono quindi le ipotesi su quello che potrà avvenire nei prossimi giorni: quella meno improbabile è che l’Idv e il Pd imolese votino il bilancio anche senza riottenere il loro posto in giunta.

Il segretario di rifondazione comunista commenta la scelta della Draghetti di rimanere con otto membri e dice: “Noi crediamo che questa scelta sia preferibile non per ragioni demagogiche sui costi della politica, ma perché la scelta è quella di destinare le risorse risparmiate ai lavoratori dell’ente e alle politiche destinate alla collettività”.

Si è calcolato che il risparmio ipotizzato dal taglio dei due assessorati dovrebbe superare i 200 mila euro annui. Cifra con la quale si potrebbe aiutare fare qualcosa per la collettività.

L’auspicio è che tutto si possa risolvere nel migliore dei modi.

Alessandra Solmi

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