Luciano Moggi chiama in causa il Bologna FC

BOLOGNA, 27 APR. – Lo scandalo che nell’estate del 2006 ha scosso il calcio italiano vede oggi un nuovo colpo di scena. Uno dei legali di Luciano Moggi, Nicola Penta, rivela che non erano solo le squadre più blasonate ad intrattenere rapporti telefonici costanti con arbitri o designatori. Tra le società citate da Penta anche il Bologna.

Si tratterebbe di 10 nuovi contatti tra società e arbitri, probabilmente in partenza dai centralini di quattro società: Inter, Parma, Cagliari e appunto Bologna.

In particolare secondo la difesa dell’ex Dg della Juventus si tratterebbe di tre telefonate tra il Bologna e l’arbitro De Santis, altre tre tra l’Inter e il designatore arbitrale Bergamo, una tra l’ex presidente dell’Inter, Giacinto Facchetti e l’arbitro De Santis, due tra il Parma e i designatori e una, infine, tra il presidente del Cagliari Cellino e Bergamo.

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Penta sostiene che “tutti si informavano e tutte le società chiedevano gli arbitri migliori. Basta sentire le telefonate tra Pairetto e Bergamo – ha aggiunto – per capire che dopo aver subito pressioni di ogni tipo dalle società, definivano la griglia degli arbitri che avevano in testa”.

A quattro anni dal suo scoppio, lo scandalo di Calciopoli sembra ancora destinato a riservarci numerose sorprese.

Si tratta ora di capire se quella della difesa di Moggi sia una strategia che punta, come sostenuto da alcuni addetti ai lavori, al “tutti colpevoli, quindi tutti innocenti” o se effettivamente siamo di fronte più che ad una “cupola” al cui capo c’era l’ex Dg juventino, ad un “cupolone”. Ad un sistema eticamente e forse anche legalmente più che discutibile in cui ogni società, chi più chi meno, cercava di trarne il massimo vantaggio.

D’altronde, anche il padre del termine “Moggiopoli” , il giornalista Oliviero Beha, poco tempo dopo averlo coniato, si chiedeva se quel termine fosse corretto visto che lo scandalo riguardava più società.

Simone Luca Reale

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