Rimini, 27 Aprile Una donna di 46 anni, Laura Cristofoletto, è morta durante lo Sling shot, una delle attrazioni dell’Italia in miniatura a Rimini ieri pomeriggio poco prima delle 17. La “giostra” è a metà tra una catapulta e una fionda: le cabine che la caratterizzano vengono lanciate a 55 metri d’altezza in un secondo proprio come si lancia un sasso con una fionda. Il gioco non è aperto a tutti. Sia su internet che sul posto si possono leggere cartelli informativi che lo negano a chi è fuori dalla fascia d’età compresa fra i 14 e i 55 anni e a chi ha patologie particolari. Tutte le persone che decidono di provare un’emozione così forte devono firmare una liberatoria. Il modulo viene poi tenuto in modo da evitare che le stesse persone riprovino la stessa esperienza a distanza di poche ore.

La donna ha gridato al lancio e quando è tornata a terra boccheggiava. Inutili sono stati i tentavi di rianimarla da parte del medico del parco giunto sul posto in un minuto. Il cuore non è tornato a battere. Inutile è stato l’intervento del 118. Sembrerebbe che a provocare il decesso sia stato un infarto ma solo l’autopsia potrà fornire delucidazioni in merito.

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I carabinieri, per ora, non hanno sequestrato la giostra, ma si aspetta la decisione del magistrato che dovrà vedere se si possono ravvisare o meno responsabilità. Il parco, quindi, è rimasto aperto fino alle 19 nonostante le persone presenti non avessero più così tanta voglia di divertirsi.

Il direttore del parco tiene a precisare che non ci sono mai stati incidenti.

Laura Cristofoletto era originaria di Trento ma risiedeva a Treviso. Era giunta sulla riviera grazie ad una gita organizzata. La stampa locale la descrive come una maestra di judo, sana e fisicamente allenata. La donna inoltre aveva letto le prescrizioni per il giro sulla giostra. L’amica, che è salita con lei solo dopo grandi insistenze, racconta in lacrime l’accaduto: “quando il gioco è partito abbiamo cominciato a urlare come fanno tutti. Poi all’improvviso non l’ho più sentita, ma solo quando la capsula stava scendendo, mi sono girata verso di lei e ho visto che aveva la testa reclinata e gli occhi chiusi. Hanno provato di tutto per rianimarla, ma lei è morta”.

Alessandra Solmi
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