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BOLOGNA 23 APR. – Pare sia possibile salvare 108 posti di lavoro della Fini compressori. Dopo una lunghissima trattativa tra sindacati e proprietà, il segretario della Fiom Bruno Papignani ha riempito di speranza i lavoratori da 11 giorni in presidio davanti alla fabbrica, comunicandogli che: “c’è la possibilità di arrivare al ritiro dei licenziamenti e al prolungamento della cassa integrazione forse fino a 30 mesi”.

La durata della cassa integrazione dipenderà dall’intervento del Governo: i sei mesi già previsti dall’accordo regionale, potrebbero essere prolungati di ulteriori 18 o 24 mesi.

Papignani ha dichiarato che “contemporaneamente, si aprirebbe la mobilità volontaria che terremo aperta a lungo”. L’azienda, pero’, ha chiesto che non ci sia rotazione e mantiene ancora qualche riserva sulla quantità degli incentivi. ”C’e’ ancora un 5-10% della trattativa che la proprietà non ha ancora accolto”, ha precisato il leader della Fiom. La Fini, infatti, vorrebbe avere la certezza che al termine della cassa integrazione non ci siano ulteriori proteste da parte dei lavoratori eventualmente ancora in esubero. L’ azienda pare sia salva, e ora sta valutando la ricerca di un partner industriale per il rilancio del marchio dichiarando che punterà a fare :“tutto quanto possibile per ritornare ad essere, auspicabilmente in partnership con un primario operatore del settore, produttore industriale in un sito produttivo che abbia le caratteristiche di efficienza e qualità che possano supportare il rilancio del marchio e riportare Fini ad essere l’interprete dell’eccellenza gastronomica Modenese”.

Domani mattina forse sarà ratificato il testo in un vertice che si terrà nella sede bolognese di Unindustria. Papignani ha assicurato che nel frattempo il presidio proseguirà.

Silvia Fabbri

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