BOLOGNA, 21 APR. – La tentazioni di dare vita ad una lista civica per le prossime comunali di Bologna, lanciata da Mauro Zani che sul suo blog ha evocato “una sinistra civica per Bologna” raccoglie consensi anche da una parte dei vertici del Pd. Infatti il segretario regionale Stefano Bonaccini, a margine di una conferenza stampa dichiara: “Il candidato per Palazzo D’ Accursio va cercato anche fuori dal partito”.

Posizione che ricalca quella del segretario provinciale Andrea De Maria che dai microfoni di radio Tau evoca un  “candidato senza tessera”. Magari passando attraverso una lista civica come l’ antica “Due Torri“, marchio del buongoverno dell’ era Pci.

Bonaccini ammette che bisogna riflettere su una possibilità del genere, visti i rischi che si possono correre togliendo il simbolo del partito dalla scheda elettorale. Rischi che il Pci superò inserendo la falce e il martello nel logo sotto le torri.

Il segretario regionale con le sue dichiarazioni imprime un’impronta civica nel dibattito sul prossimo candidato sindaco sottolineando però che semmai si formasse una lista civica, questa dovrebbe avere una chiara vocazione a sinistra in quanto, non bisogna riprendere il civismo bipartisan del “governo di salute pubblica” dell’ ex sindaco Giorgio Guazzaloca.

“Non dobbiamo rinnegare il bipolarismo o cercare di mettere insieme Pd e Pdl”, dichiara il Bonaccini. Aggiungendo: “La gente non ci capirebbe. Piuttosto guardiamo oltre i nostri confini nel nostro campo”.

La voglia di civismo dilaga, alimentata anche dai 5 anni deludenti della giunta Cofferati e dallo choc dovuto al caso DelBono. Inoltre, è lo stesso attivismo del commissario Cancellieri, che ha fatto presa su buona parte della cittadinanza che spinge verso un’eventuale lista civica.  Anche l’ ex sindaco Guido Fanti è tornato a parlare di lista civica per Palazzo D’ Accursio.

Bonaccini, pur sostenendo che di certo non mancano nel Pd le personalità adatte a candidarsi , si chiede perché dire no a priori ad una lista civica. L’ obiettivo è trovare “la migliore opzione possibile”,  magari selezionandola con “primarie di coalizione”. Infondo “contano le capacità, non le tessere di partito” gli fa eco De Maria.

L’idea della lista civica è quindi un’idea che piace molto e che raccoglie consensi, anche se non mancano coloro che predicano calma e cautela. Primo fra tutti “mister preferenze” , Cevenini, il quale sostiene che quando nei giorni scorsi ha parlato di un candidato sindaco amato al di là degli schieramenti, non intendeva fare riferimento a “strane o vuote liste civiche”, ma voleva dire che l’elettorato è sensibile a “messaggi diretti, chiari e semplici”.

Cevenini conclude poi, con una “provocazione”, come lui stesso l’ha definita.  Prendendo come spunto la proposta di Guazzaloca che ha parlato di un “governo dei migliori”, il Cev parla invece di un governo “dei modesti“: “Qualcuno potrebbe anche pensare che la stagione dei maestri e dei saccenti stia tramontando”.

Il dibattito dunque è molto intenso e le posizioni varie. Sandra Zampa deputata Pd e portavoce di Prodi sostiene di essere per un ritorno alla società civile. L’ ex Popolare Angelo Rambaldi pone condizioni: “Una lista civica va bene se include nuove culture ed esperienze”. Mentre la franceschiniana Mariangela Bastico richiama tutti a “non tornare al passato”.

La strada verso il voto appare quindi complessa, d’altronde ancora non si conosce neanche la data della consultazione. Su questo, è lo stesso Bonaccini che richiama il Pdl a fare chiarezza sul voto anticipato a ottobre – “ci dicano una volta per tutte se vogliono mandare Bologna alle urne”. Anche se ormai sembra certo che si voterà nel 2011.

Il dibattito in corso, sulla possibilità di un’eventuale lista civica a sinistra per le comunali, fa pensare a Bologna come di un laboratorio politico dove si possa attuare la proposta rilanciata dal direttore di Repubblica, Ezio Mauro,  qualche settimana fa. Mauro Infatti, aveva ventilato la possibilità di un” papa straniero per il Pd”.

Simone Luca Reale