BOLOGNA, 21 APR. – Il 21 aprile di 65 anni fa Bologna si liberava definitivamente dall’occupazione nazista e, allo stesso tempo, festeggiava una pace conquistata grazie all’aiuto degli alleati e della resistenza dei partigiani. Proprio le due forze attive nella lotta contro il nazifascismo, quella regolare e quella partigiana, oggi daranno vita alle celebrazioni in ricordo di quella data che si è rivelata uno snodo fondamentale per il percorso democratico italiano e, in particolare, bolognese.

La mattina del 21 aprile del 1945, in una Bologna devastata dai bombardamenti, entrarono per primi in città i soldati dell’87° Reggimento Fanteria del Gruppo di Combattimento “Friuli”. I partigiani, che operavano in clandestinità sia nelle colline bolognesi che, negli ultimi mesi, nelle vie del centro, si unirono, insieme alla popolazione civile, in festeggiamenti e caroselli.

Oggi il significato di questa data ha perso la sua carica emotiva, ma ha mantenuto inalterato il senso profondo del sacrificio di quegli uomini e quelle donne che hanno dato la vita per un’Italia libera.

Le iniziative saranno tante: una pattuglia di ciclisti a bordo di motociclette storiche partiranno dai Cimiteri di guerra alle porte della città, quello polacco e quello del Commonwealth, per poi raggiungere il Sacrario dei Caduti in Piazza Nettuno dove alle 10.30 saranno posate corone di fiori.

Per le 16 è previsto un convegno intitolato “Bologna 1945. Il ruolo dei Gruppi di combattimento e dei militari internati per la rinascita dell’Esercito Italiano”, che si terrà in Cappella Farnese.

Al dibattito, presieduto da William Michelini presidente ANPI provinciale di Bologna, interverranno Andrea Rossi, il Generale Luigi Poli, il Generale Claudio Magris e Rossella Ropa.

Matteo Di Grazia

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