BOLOGNA 20 APRILE – Quando si dice a volte ritornano. Il destino è crudele ma il calcio è spietato. Guidolin torna a Bologna con già la salvezza acquisita e poco da chiedere ancora alla sua squadra per la classifica. Con lui un Parma teoricamente appagato ma che nell’ultima retrocessione dei rossoblu costò la serie A nel celebre spareggio.

L’INCUBO DELLA RETROCESSIONE 2005 I tempi erano diversi. C’era uno stanco Mazzone e un Beppe Signori a fine corsa. C’era una squadra che a metà campionato aveva addirittura toccato il settimo posto e che si rilassò nel girone di ritorno venendo ingoiata dagli abissi della B. 11 punti in tutto il ritorno e lo spareggio-condanna.

La storia è ciclica. La situazione del dopo Udine inquietantemente analoga. 8 giornate fa il Bologna sembrava ampiamente al sicuro. Quasi sul punto di fare il salto nella parte sinistra della classifica. Britos sembrava dovesse andare al Real Madrid e Raggi in Nazionale. I soliti alti e bassi isterici del tifo di questa città. Sembra un campionato fa.

Gasati dai risultati la dirigenza ha prolungato il contratto ad un allenatore che doveva ancora salvarsi e ha, virtualemente, alzato le mani dal manubrio convinta che la discesa fosse senza curve.

I contratti invece si rinnovano a risultati raggiunti. O come avrebbe detto Boskov, salvezza è quando campionato finisce.

Ma l’errore vero è stato incassare 5 sconfitte consecutive senza che la dirigenza si producesse in qualsivoglia timida reazione.

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ALTA TENSIONE – Adesso è troppo tardi. Squadra e società sembrano sull’orlo di una crisi di nervi. Lady Francesca e papà avevano finalmente una squadra con un minimo di quotazione. Gli è sfumato tutto tra le mani. La loro vera salvezza è riuscire a vendere ma con i rossoblu in serie B qualsiasi cessione si complica. Potranno mai reggere un altro anno al timone?

Il tifo che idolatrava Colomba ora gli chiede di svernare la rosa e di far giocare i giovani perchè gli ottuagenari Adaliton e Zalayeta sono da centro di recupero. Tutto ciò dimenticando che il buon mister non è certo Wenger e che il brasiliano è alla migliore stagione da quando ha imparato ad allacciarsi le scarpe da solo.

CONTESTAZIONE A DIVAIO – Persino il bomber Marco Di Vaio è finito nel mirino della curva che a Udine lo ha criticato e fischiato a fine gara. Marco e Portanova hanno affrontato a muso duro I contestatori che hanno accusato l’attaccante con l’infamante: “Non corri”. L’uomo che l’anno scorso ha di fatto salvato il Bologna non l’ha presa benissimo.

Intanto sempre per la serie confusi e felici, Buscè ha avuto un incontro ravvicinato in allenamento con Mudingayi con contorno di paroloni e spintoni. Che c’entrino le critiche al belga dell’ex Empoli su come si battono le punizioni a centrocampo? L’ultima è costata il gol di Di Natale.

Capita quando i nervi sono scoperti.

CAMBIO IN ATTACCO. Colomba sotto pressione di tifo e società sembra intenzionato ad una minirivoluzione per la sfida interna col Parma. Con Guana e Mingazzini out, a centrocampo con Mudingayi prenderà posto il giovane Casarini e in attacco, probabile che vengano fatti fuori sia Adailton che Zalayeta per la linea verde con Gimenez, Pisanu o Savio. Marco Di Vaio dovrebbe verosimilmente partire ancora titolare alla ricerca del gol salvezza. Fare 3 punti coi gialloblu è fondamentale. L’Atalanta è infatti impegnata nel frattempo con l’Inter al Meazza. Con una vittoria, e salvo miracoli dei bergamaschi, si potrebbe allungare a +5 che in vista dello scontro diretto della domenica successiva a Bergamo potrebbe essere decisivo. Per questo il Dall’Ara si avvia al tutto esaurito. Oggi all’apertura delle prevendite: subito fucilati 2000 tagliandi nella sola mattinata.

CALENDARIO FAVOREVOLE. Tiribocchi e compagni non hanno certo un calendario facile. Apparte la sfida diretta col Bologna dovranno affrontare anche Napoli al San Paolo e Palermo in casa entrambe ancora in corso per un posto in Europa. Il Bologna invece dopo Parma e Atalanta affonterà Catania e Cagliari che non hanno più nulla da chiedere alla classifica. Il Siena con 6 punti in meno e dovendo ancora affrontare l’Inter sembra tagliata fuori.

Il Bologna non ha bisogno di sperare. É tutto sulle sue spalle. Conta solo il risultato e la fame di sopravvivenza.

Marco Spano

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