BOLOGNA, 20 APR. – E’ l’Emilia-Romagna la regione italiana con il maggior numero di smart shop nel territorio. Lo rende noto l’Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche “Stefano Benemeglio”, l’associazione che si occupa di diffondere le teorie e le metodologie dei linguaggi emotivi individuali sviluppata dallo psicologo romano.

Con cinque negozi nel capoluogo e 27 sparsi in tutta la regione, l’Emilia Romagna detiene il primato con il 17,31% di rivenditori presenti sul territorio, con la maggior concentrazione nella città di Bologna con il 3,21%, preceduta soltanto da Roma, Milano e Torino.

Queste sostanze (principalmente estratti di semi tropicali) provocano un’alterazione della percezione di colori e suoni, un effetto simile a quello provocato dagli allucinogeni come l’LSD, con la differenza che queste droghe sono legali e reperibili nei negozi; la diffusione, infatti, sta crescendo in tutto il territorio nazionale, spesso iniziando i consumatori all’utilizzo di altre droghe, chimiche e ben più pericolose.

La peculiarità del consumo di bio-droghe in Emilia Romagna è rappresentato dal consumatore medio: soprattutto individui di sesso maschile e di età compresa fra i 30-40 anni, che sfruttano le proprietà euforizzanti delle sostanze per risolvere i propri problemi relazionali, alla stregua degli psicofarmaci.

A fronte di questo problema, Benemeglio ha sviluppato un metodo scientifico, basato sull’ “ipnosi dinamica”, per recuperare chi ha maturato una dipendenza dalle bio-droghe: viene eliminato qualsiasi tipo di stimolazione verbale per lasciare spazio all’espressione emotiva e gestuale. “Non si tratta di psicoterapia, ma di un percorso personale che porta alla risoluzione dei problemi comunicando direttamente con l’incoscio attraverso la Comunicazione Non Verbale quale il segno, il gesto e il simbolismo espressivo”, così Benemerito illustra il suo metodo, che ha raccolto molti consensi anche nei principali Paesi industrializzati.

Diletta Sarzanini

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